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Quanti auguri ipocriti e insinceri al Cav: sarebbe anche l’ora delle scuse – Lorenzo Gioli

C’è qualcosa di artificioso e di profondamente ipocrita negli auguri di pronta guarigione che alcune personalità politiche e mediatiche hanno rivolto nelle ultime ore a Silvio Berlusconi, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano per un’infezione polmonare.

Lunga è la lista di suoi detrattori o più semplicemente di suoi avversari che oggi, con l’aggravarsi delle condizioni cliniche del Cavaliere, manifestano la propria vicinanza con messaggi rassicuranti e incoraggianti. Il che, intendiamoci, non è solo legittimo ma anche doveroso.

Riabilitatori a posteriori

Il confronto (e talvolta lo scontro) fra leader dovrebbe sempre riguardare questioni politiche senza mai trascendere nell’offesa o peggio nella mostrificazione, fenomeno potenzialmente distruttivo dal quale può germogliare un male ancora peggiore: l’apatia, che è poi l’indifferenza al dolore e alla sorte altrui.

Da questa patologia sono evidentemente affetti i 5 Stelle che hanno atteso tre giorni prima di rilasciare un comunicato o una dichiarazione formale. Ancor più insopportabili sono, se possibile, i riabilitatori a posteriori, coloro che devono il proprio successo al dileggio e allo sputtanamento perenne del Cav, coloro che negli anni hanno contribuito a demolire la reputazione politica e umana di Silvio Berlusconi, salvo poi porgere i loro auguri quando il leone ferito si trova sul filo del rasoio.

A questo proposito, dobbiamo essere chiari: dal ’94 ad oggi, il Cavaliere ha commesso molti errori tradendo alcune sue storiche promesse elettorali, dallo snellimento della burocrazia alla riduzione della pressione fiscale, e circondandosi di yes men. Era legittimo criticarlo allora ed è legittimo criticarlo oggi, da destra come da sinistra.

Manganellate e bufale

Eppure, non possiamo dimenticare la faziosità con cui alcuni politici e giornalisti hanno manganellato — sì, manganellato — Berlusconi, criminalizzandone non solo le scelte politiche ma anche la condotta privata (sulle cosiddette “olgettine” è stata costruita una narrazione a senso unico, più vicina al gossip che al giornalismo).

Né possiamo continuare ad ignorare il confine labile ma esistente fra legittima critica e diffamazione, più volte varcato da una certa sinistra. Delle tante bufale che hanno infangato l’immagine del Cavaliere, la presunta battuta su Angela Merkel è forse la più emblematica.

In un’intercettazione, pubblicata sul Fatto Quotidiano nel settembre del 2011, l’allora presidente del Consiglio avrebbe dato alla cancelliera tedesca della “culona”, definizione che non verrà mai confermata, come del resto ha ammesso lo stesso Marco Travaglio“Le intercettazioni poi non uscirono (o non c’erano, o furono stralciate per irrilevanza penale)…”.

Ricapitolando: l’intercettazione era falsa, ma la figuraccia ai danni dell’Italia no, quella c’è stata. Forse qualcuno, oltre agli auguri di guarigione, dovrebbe porgere a Berlusconi anche le sue scuse…

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