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L’influenza australiana non dà tregua e batte i record di durata: quali sono i sintomi, quanto dura e la ricaduta – Il Riformista

Da ottobre continua a tenere a lungo gli italiani a letto

Elena Del Mastro — 2 Marzo 2023

L’influenza australiana non dà tregua e batte i record di durata: quali sono i sintomi, quanto dura e la ricaduta

Dopo anni di pandemia, l’anno a cavallo tra 2022 e 2023 sarà certamente ricordato come quello dell’influenza. In particolare l’Australiana: la terribile influenza che da ottobre ha messo a letto oltre 10 milioni di italiani e che stenta ad andarsene. I sintomi sono quelli classici: febbre, raffreddore, mal di gola. E ancora: dolori muscolari e alle articolazioni, mal di testa, inappetenza e spossatezza. L’altra caratteristica è che stenta ad andarsene: chi la contrae impiega anche dieci giorni prima di sentirsi meglio. E dopo il picco raggiunto in anticipo, poco dopo la metà di dicembre, la curva influenzale si è stabilizzata e sembra non scendere. Il motivo? probabilmente gli anni di pandemia si fanno sentire.

L’australiana sta colpendo soprattutto i bambini. La maggiore aggressività di questo virus potrebbe essere dovuta alla circolazione di virus più aggressivi, ma molto dipende dall’immunità individuale, da come l’organismo risponde. Gli infettivologi hanno spiegato che due nani di pandemia, con le regole anti covid che hanno costretto la popolazione all’uso della mascherina e all’isolamento, hanno praticamente messo gli italiani sotto una protettiva “campana di vetro”. E’ come se la memoria immunitaria non avesse più il ricordo dei vecchi virus e di come si combattono. E così l’influenza ha avuto la strada libera.

I sintomi che contraddistinguono l’Australiana sono la febbre alta, anche oltre i 38 gradi, che compare all’improvviso e dura circa 3 giorni, accompagnata da raffreddore e tosse, brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, malessere in generale, mal di gola, raffreddore e tosse. L’Iss sottolinea che la maggior parte delle persone guarisce entro una settimana senza richiedere cure mediche, e nel paziente che non ha altre patologie l’influenza raramente dà luogo a complicazioni. La spossatezza potrebbe durare qualche giorno in più.

Devono fare particolare attenzione le persone più fragili come donne in gravidanza, i bambini di età fra 6 mesi e 5 anni, gli anziani, i pazienti con malattie croniche o sottoposti a terapie che indeboliscono il sistema immunitario, gli obesi gravi e il personale sanitario. In questi casi il vaccino antinfluenzale sta giocando un ruolo primario perché consente di prevenire l’influenza. E’inoltre importante anche fare il tampone per essere certi che i sintomi non siano quelli del Covid.

Per le persone sane la cura principale è il riposo a casa, stare al caldo e bere molta acqua per evitare la disidratazione. Nel caso la febbre sia elevata, e per alleviare i dolori, si può assumere paracetamolo o ibuprofene per abbassare la temperatura. Gli antibiotici, invece, sono sconsigliati, a meno che non siano indicati dal medico di fronte al sospetto di una complicazione batterica. Soprattutto in caso di pazienti fragili è importante consultare il medico. E’ importante curarsi bene per evitare la ricaduta, non rara per questo tipo di influenza.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.

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