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Cosa sappiamo dei droni cinesi venduti alla Russia

Un “flusso continuo” di droni cinesi diretto verso la Russia, o meglio, verso l’Ucraina. Dove gli Uav realizzati dalle aziende di Pechino forniscono un supporto rilevante ai combattenti russi schierati in prima linea.

È questa l’ultima indiscrezione del New York Times, secondo cui la Cina avrebbe spedito a Mosca oltre 12 milioni di dollari, tra droni e parti di ricambio, da quando è partita la cosiddetta operazione militare speciale.

A corroborare la tesi del Nyt c’è un episodio freschissimo proveniente proprio dal fronte ucraino: un Mugin-5, un velivolo commerciale senza pilota (Uav) costruito da un produttore cinese, è stato abbattuto a Sloviansk, nell’Ucraina orientale. Mugin Ltd, azienda di droni con sede a Xiamen, si è lamentata del fatto che i suoi veicoli non dovrebbero essere utilizzati per scopi militari in quanto progettati per il “miglioramento dell’umanità”.

“Condanniamo assolutamente l’uso delle nostre piattaforme Uav per scopi militari. Dallo scoppio del conflitto in Ucraina, abbiamo smesso di accettare ordini sia dalla Russia che dall’Ucraina”, ha spiegato la società in una nota, nella quale ha specificato anche di non fornire servizi post vendita per scopi militari.

Droni cinesi in Ucraina?

L’esercito ucraino ha tuttavia spiegato alla Cnn che, lo scorso 11 marzo, un drone Mugin-5 era stato visto volare verso l’Ucraina da un’area occupata dalle truppe russe. L’ospite indesiderato, che trasportava circa 20 chilogrammi di esplosivo ed era privo di telecamera, era stato abbattuto dalle forze di Kiev, che lo hanno in seguito descritto molto più somigliante ad una “bomba stupida” che non ad un drone spia.

Il drone in questione, il Mugin-5 appunto, è soprannominato “drone Alibaba” in quanto, ha specificato Asia Times, disponibile sul gigante dell’e-commerce Taobao per la modica cifra di circa 12.998,52 dollari. Chiunque può acquistarlo e farselo spedire a casa: come probabilmente ha fatto l’esercito russo.

Alla luce di ciò, bisogna quindi capire se esiste un collegamento tra Russia e Cina attraverso il quale Pechino vende ufficialmente i suoi droni a Mosca. O se, al contrario, i soldati russi sono entrati in possesso degli Uav cinesi mediante un banale acquisto online o, ancora, con rapporti diretti con le singole aziende senza passare dal governo cinese. Chiarire la questione è rilevante per capire qual è, in un simile scenario, il ruolo di Pechino.

Ukrainian military shot down Chinese drone

The Ukrainian military shot down a drone made by the Chinese company Mugin-5, CNN reported. A commercial drone modified for combat operations was shot down with small arms, the Ukrainian Armed Forces told reporters.

The manufacturing… pic.twitter.com/Qexct53xY0

— NEXTA (@nexta_tv) March 16, 2023

Il vero ruolo di Pechino

Il Nyt ha riferito che è difficile determinare se i droni cinesi contengano tecnologie americane, e che le spedizioni – un mix che comprende prodotti di Dji, il produttore di droni più famoso al mondo, e una serie di aziende più piccole – spesso arrivavano ai soldati russi tramite piccoli intermediari ed esportatori.

Esisterebbero quindi canali di vendita oscuri, mentre descrizioni vaghe delle spedizioni sui dati delle esportazioni renderebbero pressoché impossibile rilevare i droni. È lecito supporre, poi, che le suddette vendite possano far parte di un flusso più ampio di tecnologie transitante attraverso canali non ufficiali e nazioni amiche della Russia, come ad esempio Pakistan e Bielorussia. “Il risultato è una fornitura costante di nuovi droni alla Russia che si fanno strada in prima linea nella sua guerra con l’Ucraina”, ha scritto il quotidiano statunitense.

In totale, quasi 70 esportatori cinesi avrebbero venduto 26 marchi distinti di droni cinesi alla Russia dallo scorso 24 febbraio ad oggi. Il secondo marchio più venduto all’ombra del Cremlino, dopo Dji, è stato Autel, un produttore cinese di droni con filiali in Stati Uniti, Germania e Italia. Da quanto emerso, gli esportatori avrebbero venduto i suoi prodotti per quasi 2 milioni di dollari. Dal canto suo Autel ha evidenziato di non essere a conoscenza di alcuna vendita dei suoi droni alla Russia.

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