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Caro benzina, il governo non taglia le accise ma punta alla “trasparenza”: obbligo di esporre prezzo medio, tetto ad aumenti in autostrada – Il Riformista

Le scelte in CdM

Redazione — 10 Gennaio 2023

A gas station attendant changes fuel prices on a board at a gas station in Milan, Italy, Thursday, March 10, 2022. Car fuel price in Italy recently exceeded the 2.00 euros per liter threshold due to the turmoil on the international oil market caused by the war in Ukraine, and on Thursday morning drivers found a new record high at the gas stations with fuel touching 2.40 euros per liter records. (AP Photo/Luca Bruno)
A gas station attendant changes fuel prices on a board at a gas station in Milan, Italy, Thursday, March 10, 2022. Car fuel price in Italy recently exceeded the 2.00 euros per liter threshold due to the turmoil on the international oil market caused by the war in Ukraine, and on Thursday morning drivers found a new record high at the gas stations with fuel touching 2.40 euros per liter records. (AP Photo/Luca Bruno)

Nessun nuovo taglio delle accise per il momento, perché soldi per finanziare una misura che costa un miliardo di euro al mese non ce ne sono. Ma dal Consiglio dei ministri tenuto stasera dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni qualcosa contro il caro carburante è uscito.

L’esecutivo punta infatti alla “trasparenza”. Il Cdm ha messo a punto decreto legge ad hoc a favore della trasparenza nel mercato dei carburanti, che dovrebbe comportare vantaggi per il consumatore.

Due le chiavi: da una parte il monitoraggio dei prezzi non sarà più settimanale ma giornaliero, quindi viene introdotto l’obbligo di esporre il prezzo medio nazionale accanto a quello di vendita alla pompa, con sanzioni che potrebbero essere comminate dal prefetto, riporta l’Ansa, mentre in caso di recidiva una sospensione dell’attività per un periodo tra un minimo di 7 e un massimo di 90 giorni.

Ma soprattuto in questo modo sarà lo stesso consumatore-automobilista a vedere di persona la differenza tra il prezzo medio e quello adottato dal singolo benzinaio. In questo modo il governo punta a frenare la presunta ondata speculativa, che in realtà lo stesso esecutivo sostanzialmente nega o comunque reputa ben minore di quanto ‘urlato’ nei giorni scorsi.

Inoltre il decreto ad hoc prevede che i fornitori in autostrada dovranno avere un tetto che sarà fissato da una norma. Sarà inoltre irrobustita la collaborazione con la Gdf per avere più controlli e verrà istituita una Commissione di allerta rapida sui prezzi, all’interno dell’Antitrust.

Resta in stand-by dunque il rinnovo del taglio delle accise, misura approvata dal precedente esecutivo Draghi e cancellata da Meloni a partire dal primo gennaio 2023. Una misura da adottare “”se i conti lo consentiranno“, ha dovuto ammettere il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

Redazione

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