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Turismo in Toscana, la mini ripresa di un agosto da tutto esaurito

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26 agosto 2020 – 09:21

Sold out sulla costa, negli agriturismi e in campagna. Male le città d’arte, ma non tutte: Siena perde di meno. La preoccupazione degli albergatori: «In autunno che faremo?»

di Silvia Ognibene

Città d’arte quasi deserte, mare, montagna e colline da tutto esaurito. Ma l’autunno preoccupa: è il quadro del turismo d’agosto in Toscana. E le residenze private sono richieste nei prossimi mesi non per le vacanze, ma per lavoro. «In assenza del turismo internazionale, le grandi città d’arte sono in crisi: a Firenze, Pisa e Lucca c’è il deserto, forse solo Siena va meglio delle altre. Soltanto il 35-40% degli hotel ha riaperto e spesso soltanto una parte delle camere. E in totale si riempie appena il 15-20% delle camere».

Gli alberghi

È sconfortante il panorama indicato dal presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti. E il tutto esaurito sulla costa e in montagna? «Le località stagionali hanno superato un giugno difficile e lavorato con i week end nel mese di luglio. Adesso c’è un agosto “normale”. Ma la preoccupazione è per cosa accadrà a settembre quando il mercato interno calerà con la riapertura delle scuole: se non ripartirà il turismo internazionale, tante strutture non reggeranno. In genere si lavora sei mesi per mettere il fieno in cascina per i restanti sei mesi. Ciò non può avvenire — continua Barbetti — con una mini-stagione di appena due mesi. Il rischio è che le località stagionali non abbiano liquidità sufficiente per sbarcare l’inverno e che nelle città d’arte le strutture restino chiuse fino alla primavera dell’anno prossimo».

Gli agriturismi

L’agriturismo adesso segna numeri da record in termini di volumi, con molte strutture in collina sold out, ma conta per il 98% sulla clientela italiana, cioè povera, a fronte di costi molto aumentati: «Nel mese di luglio la permanenza media era di due notti, in agosto siamo a cinque notti. Gli italiani cercano dimore storiche e ville con piscina a bassissimo costo: pagano, per le stesse strutture, un terzo di quanto spendevano gli americani — spiega Fabiola Materozzi, coordinatrice di Agriturist Confcooperative Toscana — i costi sono molto cresciuti per le spese di pulizia e sanificazione ed è completamente sparito il giro d’affari legato al wedding». Anche per il mondo dell’agriturismo la preoccupazione è cosa accadrà a settembre, quando il turismo italiano si fermerà. «Un buon agosto è servito per dare una spinta psicologica agli imprenditori, non certo per mettere a posto i conti», sottolinea Materozzi. «Agosto è andato bene per gli agriturismi, sia sulla costa sia in montagna, come sull’Amiata e all’Abetone — conferma Marco Neri, di Confagricoltura Toscana — Ma i clienti sono al 98% italiani ed a settembre senza stranieri si rischia una nuova crisi».

Le previsioni per l’autunno

Una medaglia che si rovescia per i gestori di appartamenti privati dati in affitto per vacanze, fiduciosi proprio nelle prospettive autunnali: «La costa registra il tutto esaurito con il 20% di stranieri che si muovono in macchina e l’80% di italiani. Per settembre stanno arrivando prenotazioni da entrambi i mercati, stanno andando bene l’Elba e la Versilia anche se le perdite della prima parte dell’anno non sono recuperabili. In collina agosto è tutto esaurito e per settembre abbiamo prenotazioni solo per ville con piscina», dice Alessandra Signori, socia fondatrice Property Managers Italia, referente per la Toscana e cofounder di Doorwaystoitaly. «Le città d’arte soffrono ma stiamo iniziando a ricevere richieste di affitti a medio termine da parte di italiani e stranieri per settembre: la Toscana è percepita come una regione con una sanità che funziona. E vogliono un wi-fi che funzioni per lo smart working».

26 agosto 2020 | 09:21

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