Spaccia durante il lockdown e tenta un’estorsione: arrestato un 32enne livornese

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La droga sequestrata
La droga sequestrata

Livorno, 3 gennaio 2021 – Non solo spacciava droga durante il lockdown, ma aveva tentato anche un’estorsione dopo una “vendita” a Natale. Per questi motivi è finito in carcere un 32enne livornese, spacciatore abituale, che è stato arrestato dai carabinieri. L’indagine dei Carabinieri trae origine dalla denuncia di un giovane livornese, che dopo avere acquistato un quantitativo di hashish a Natale, nei giorni seguenti era stato minacciato dal 32enne arrestato, che pretendeva il pagamento di esose cifre di denaro per lo stupefacente ceduto al giovane, pena la minaccia di significative lesioni fisiche. Ecosì, nelle prime ore della mattinata di mercoledì 31 dicembre infatti, su ordine della Procura della Repubblica di Livorno, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Livorno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Livorno, nei confronti di un 32enne livornese, ritenuto autore dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione.




Al momento dell’arresto, avvenuto a Navacchio, dove l’indagato era di fatto domiciliato, durante la contestuale perquisizione sono stati rinvenuti 750 grammi di marjiuana, una bilancia elettronica e un bilancino di precisione.  L’attività d’indagine dei militari dell’Arma dei Carabinieri, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Livorno, ha posto in evidenza, oltre al singolo fatto reato della tentata estorsione, una costante e continuativa attività di spaccio, del tipo hashish e marijuana, svolta dal 32enne livornese destinatario della misura cautelare, peraltro anche in pieno periodo di “lockdown” dovuto all’emergenza sanitaia nazionale da Covid-19. Essenziali sono stati i riscontri effettuati dai Carabinieri a carico degli acquirenti che, nel corso dell’attività investigativa, sono stati fermati e trovati in possesso dello stupefacente venduto dall’indagato. Il giudice per le indagini preliminari ha riscontrato il concreto pericolo di reiterazione del reato, come dimostrato anche dalla presenza di un gruppo di acquirenti non occasionali, e in un certo senso “affezionati”. L’autorità giudiziaria, sulla base degli elementi raccolti, ha ritenuto verosimile che i proventi dell’attività di spaccio rappresentino la principale fonte di sostentamento dell’indagato. L’uomo arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Pisa. 




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