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Polemica sulla graduatoria all’asilo, la leghista Ceccardi ritira la figlia

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Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega e candidata alla presidenza della giunta regionale Toscana, iscrive la figlia di 9 mesi all’asilo nido di Cascina (la sua città natale, in provincia di Pisa) e scoppia un putiferio. Una mamma pubblica la graduatoria sui social raccontando di avere impiegato tre anni prima di ottenere un posto pur presentando un Isee molto basso e chiede spiegazioni all’assessore ai servizi educativi e candidato sindaco alle amministrative di fine estate, Leonardo Cosentini (Lega), su «come possa esserci subito riuscita una madre che guadagna 20 mila euro al mese».

La Ceccardi replica di non guadagnare 20 mila euro al mese ma abbastanza per pagare la retta intera, che avrebbe pagato perché tutti quelli che pagano le tasse – spiega – hanno il diritto di usufruire dei servizi pubblici, ma alla fine decide di ritirare la domanda per non esporre la bambina a odiose polemiche. «Sono all’estero quattro giorni a settimana ed è capitato che non la vedessi (la figlia ndr) anche per 15 giorni di fila – scrive Ceccardi -. Ho ricominciato a lavorare a tre settimane dal parto. Andrea (il marito) è un pendolare, lavora a Firenze e sta terminando congedi e ferie per potersi prendere cura della bimba».

Durissime le accuse del Pd di Cascina. Che sempre via social scrive che sono «ben 43 i bambini in lista d’attesa» e che l’onorevole «Ceccardi sfrutta in modo amorale una possibilità che comunque deve essere garantita, ma in una situazione come questa l’eurodeputata avrebbe dovuto fare un responsabile passo indietro nei confronti dei cittadini che non possono godere dei suoi privilegi».

10 luglio 2020 (modifica il 10 luglio 2020 | 17:39)

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