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La rogna principale è rappresentata dagli scozzesi del Celtic, per un incrocio che fa già scattare l’amarcord, ma occhio anche ai cechi dello Sparta Praga (la punta è Kozak, ex Lazio) e ai francesi del Lille. Questi ultimi erano la vera mina vagante della quarta fascia. È il derby di Elliott: il fondo americano dei Singer di fatto gestisce il club francese, avendone rilevato parte dei debiti. Si parte il 22 ottobre, chissà se per allora il Milan sarà più completo. Le enormi sofferenze patite nel playoff contro il Rio Ave, giunto quarto in classifica nell’ultimo campionato portoghese, hanno messo in mostra una volta di più i problemi di organico: servirebbero un difensore e un centravanti di scorta. Servirebbero, condizionale, perché le due situazioni sono differenti. Per la difesa prende quota Diogo Dalot, terzino destro del Manchester United, si punta a un prestito con diritto di riscatto, mentre per il ruolo di centrale Nastasic dello Schalke e Tomiyasu del Bologna s’allontanano. Restano in piedi le ipotesi Rudiger del Chelsea e Nacho del Real. Laxalt è in uscita: Betis o Olimpiacos. Diversa la questione in attacco. Dove senza Ibrahimovic e Rebic tutto il peso dell’attacco finisce sulle spalle di Maldini jr e Colombo, 37 anni in due. In molti restano convinti che un attaccante in più sia fondamentale per affrontare una stagione da 50 partite, ma i piani del club sono diversi: là davanti non arriverà nessuno, si aspetta il rientro di Ibrahimovic. Che però potrebbe non essere così rapido.

Zlatan si è fatto rivedere sui suoi amati social, mostrandosi in un video mentre corre sul tapis roulant. «Questo animale non può essere addomesticato», il messaggio, in perfetto stile Ibra. Da nove giorni è rinchiuso in isolamento domiciliare nel suo appartamento in zona Porta Nuova, non ha sintomi, sta bene, con una voglia matta di tornare a correre su un campo vero. L’altra sera, racconta chi gli sta vicino, ha tifato davanti alla tivù soffrendo maledettamente, come capita a chi è abituato a combattere le battaglie in prima persona. Ma i tamponi hanno confermato che è ancora positivo e per poter tornare deve prima concludere due settimane di quarantena e risultare negativo a due tamponi consecutivi. L’eterno campione che oggi compie 39 anni ha in testa un obiettivo, tornare per il derby del 17. Ma non sarà così facile. Per lui sarà una corsa contro il tempo. Fino ad allora, a partire dalla sfida di domani a San Siro con lo Spezia, i suoi allievi dovranno continuare a stringere i denti. Da soli.

2 ottobre 2020 (modifica il 2 ottobre 2020 | 23:33)

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