nba,-lakers-a-un-passo-dal-titolo:-3-1-a-miami.-meglio-la-coppia-james-davis-o-bryant-o’neal?

L’anno scorso caldeggiò il suo ingaggio e non solo perché hanno in comune l’agenzia che li rappresenta. LeBron James era convinto che Anthony Davis, al quale i New Orleans Pelicans andavano ormai stretti, fosse un giocatore assolutamente da aggiungere all’organico dei Lakers. Nonostante l’arrivo del Prescelto, la Los Angeles giallo-viola aveva infatti di nuovo mancato i playoff: dal 2013 senza post season, una sequenza inappropriata per chi ha 16 titoli Nba in bacheca e vuole a tutti i costi raggiungere il record di 17 di Boston (ndr: forse questa è la volta buona). L’intelligenza di LBJ sta nel fatto di aver capito che la leadership, se si vuole vincere, magari non va divisa, ma condivisa di sicuro. E Davis era perfetto per integrarsi con lui. Per prestanza fisica, per talento, per un ruolo (centro) complementare rispetto al suo (anche se LeBron in realtà fa un po’ di tutto), per l’età. Il veterano, insomma, che lancia il giovane campione. L’operazione è perfettamente riuscita.

I Lakers hanno vinto stanotte gara 4 per 102-96, ora conducono 3-1: in una stagione travagliata a causa della pandemia, sono a un successo dal raggiungere i Celtics e la loro coppia dominante ha già scatenato il dibattito: è meglio il duo James-Davis o quello del precedente ciclo, ovvero Kobe Bryant-Shaquille O’Neal? E come contorno è rifiorita pure l’infinita discussione su chi sia il “GOAT” (Greatest of all time, il migliore di sempre): il ballottaggio è avviato sui social e per la cronaca il campione di un altro sport, il pugile Floyd Mayweather, si è già espresso per Jordan sostenendo “di non aspettarsi che quando il cronometro si avvicina allo zero uno come LeBron passi la palla a un compagno”. Tornando però a James e a Davis, il Prescelto dopo la vittoria in gara 2 ha detto la sua sulla fatidica questione. E curiosamente ha “votato” per Kobe e Shaq: “Hanno formato la coppia di giocatori più forte che abbia mai visto in azione da quando sono nato”.

Però sembra una «diminutio» eccessiva di se stesso e del collega. Erano infatti 18 anni che due dei Lakers non segnavano più di 30 punti a testa in un match di finale: gli ultimi a riuscirci erano stati proprio Bryant e O’Neal in gara-3 contro i New Jersey Nets nel 2002 (una delle cinque volte in cui i due Hall of Famer di Los Angeles hanno combinato per almeno 60 punti complessivi a referto). E proprio questo dato statistico sembra aver impressionato James: «Ero alla high school quando loro dominavano con i Lakers: tutti conosciamo bene la forza di Shaq e quanto riuscisse a spostare gli equilibri a livello fisico, ma l’eleganza e la qualità con cui giocava Kobe riuscivano a fare la differenza allo stesso modo. Erano dominanti in tutto ciò che facevano sul parquet, su entrambi i lati del campo. Per questo essere associato a loro assieme ad Anthony è qualcosa di cui sono onorato, perché sono cresciuto guardando questi campioni giocare e ammirando le qualità di Kobe, passato come me direttamente dalla high school alla Nba. È un onore la possibilità di essere citati al fianco di questi giganti della storia del nostro gioco».

Ma che la coppia attuale sia altrettanto dominante lo dicono i numeri e anche una frase molto significativa di James: «Io e Davis funzioniamo bene anche perché non siamo gelosi l’uno dell’altro: la gelosia è proprio il contrario di quello che siamo noi». E’ una verità: non si fa canestro solo con il talento, ma prima di tutto con il senso del gruppo.

7 ottobre 2020 (modifica il 7 ottobre 2020 | 11:47)

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