mondiale,-il-ciclismo-scioccato-dal-volo-di-chloe.-ganna-corre-per-l’oro

Il Mondiale di ciclismo di Imola è partito con un grosso spavento. Nel tratto finale della cronometro femminile che stava letteralmente dominando, Chloé Dygert, 23 anni, americana, campionessa uscente, ha perso il controllo della bici nella discesa che la stava riportando all’Autodromo Dino Ferrari.

Entrando in una curva a destra molto larga, la bici ha cominciato ad imbizzarrirsi e ha impattato il guardrail che ha catapultato la vice campionessa olimpica dell’inseguimento in una scarpata. Immediati i soccorsi, rapidissimo l’arrivo di un elicottero del 118 per trasportare la ragazza all’Ospedale Maggiore di Bologna con una vasta ferita al ginocchio. Chloé dovrà affrontare una lunga riabilitazione ma non è in pericolo di vita, resta da capire se l’incidente sia avvenuto per velocità eccessiva o problema meccanico. La crono è andata all’olandese Anna Van Der Breggen che ha battuto la svizzera Reusser e l’altra olandese Van Dijk. Ottima decima Vittoria Bussi, 33 anni, uno dei personaggi più singolari del ciclismo italiano: dottoressa di ricerca in Matematica pura a Oxford, va fortissimo pur correndo da semi professionista.

Oggi tocca agli uomini sullo stesso circuito (31,7 chilometri) che verrà percorso molto oltre i 50 km/ora di media. Il sogno è che Pippo Ganna, il fenomeno dell’inseguimento su pista azzurro, possa essere il primo italiano a vincere l’oro in una specialità che assegna medaglie iridate da 26 anni e che a noi fino ad oggi ha regalato solo due argenti e un bronzo. Speranze concrete dopo la prestazione straordinaria dell’atleta della Ineos nella crono finale della Tirreno-Adriatico.

Ganna, come d’abitudine, tiene i piedi incollati al suolo: «Sto bene, certo, e ho anche rifinito la preparazione in altura negli ultimi giorni. Ma alla Tirreno c’era da spingere solo per 10 chilometri, qui la distanza è tripla. E poi i miei avversari sono agguerritissimi. Ma io non corro mai per mettermi il numero sulle spalle». Rivali? L’australiano Dennis che nel 2018 lo battè (ma su 54 chilometri) nello Yorkshire, Dumoulin, il fenomeno belga Van Aert, lo svizzero Kung, l’inglese Dowsett e l’altro belga Campenaerts.

Ieri, nella presentazione del team azzurro, Davide Cassani ha ribadito che «nella prova in linea di domenica non siamo favoriti ma — sperando in un lampo di Nibali — siamo un gruppo super coeso.

24 settembre 2020 (modifica il 24 settembre 2020 | 21:42)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *