giro-d’italia,-ganna:-cosi-vince-sia-in-pista-che-su-strada.-ha-il-motore-di-una-ferrari,-fa-i-60-km/h-in-250-metri

Non si è stupito ieri della sua vittoria in salita, non si stupirà se, tra qualche anno, Pippo Ganna dovesse conquistare una grande corsa a tappe. Diego Bragato, ex ciclista, 34 anni e una laurea in Scienze motorie, segue da sempre Filippo per conto della Nazionale, in alleanza con Marco Villa (il c.t. azzurro) e Dario Cioni, il coach per la strada. Bragato ha le idee molto chiare sulle potenzialità del suo pupillo.

«Se parliamo di “motore” — spiega — quello di Pippo è impressionante, unico: in pista, dal momento in cui il morsetto dei blocchi di partenza si sgancia, in pochi attimi raggiunge 1.400 watt (lavatrice in centrifuga a 600 giri, ndr) e dopo 250 metri supera i 60 all’ora. Al centro federale non abbiamo mai visto nulla di simile: sono prestazioni da moto. Per stuzzicarlo lo lanciamo a caccia di Lamon, uno che corre il chilometro in 61” e lui lo agguanta. E può ancora migliorare».

Fin qui è tutto chiaro: Ganna è una Ferrari. La sua potenza pura gli ha permesso il record del mondo dell’inseguimento (si gareggia attorno ai 4 minuti, lui li copre a 600 watt di media) e poi, dopo una prima mutazione, una crono mostruosa come quella rosa di Palermo, dove ha pedalato per 15’ a 60 all’ora come nessuno mai prima. Per fare un paragone con l’atletica, un quattrocentista che diventa mezzofondista. Ma come spiegare anche prestazioni da maratoneta come quelle di ieri? «Guardandolo in azione nel quartetto dell’inseguimento — continua Bragato — dove la nostra Nazionale è tra le prime al mondo. Quando passa in testa a tirare, Pippo parte dalla ruota dei compagni e resta davanti anche 30”, il doppio di loro. Questa capacità di replicare picchi elevatissimi di potenza è indice di un motore elasticissimo: anche se pesa 82 chili, quando uno gli scatta in faccia Ganna può rispondere a tono più e più volte come ha fatto ieri».

E la resistenza? Quella che ti permette di scalare una salita lunga e di recuperare uno sforzo brutale difendendo la maglia il giorno dopo? «Ai Mondiali — prosegue Bragato — Filippo in tre giorni si sciroppa tre turni del quartetto a squadre e due dell’inseguimento individuale. Uno stimolo all’organismo che offre grandi vantaggi quando implementato con l’allenamento alla resistenza per la strada. Filippo corre con Ineos, team con un’esperienza incomparabile nel trasformare grandi pistard in grandi stradisti com’è successo con Wiggins e Thomas, capaci di passare da ori olimpici al coperto, alle crono mondiali, al record dell’Ora alla vittoria al Tour. Non deve per forza essere questo il suo percorso ma a gennaio, al Tour di San Luis in Argentina, Filippo ha ceduto la maglia solo nell’ultima tappa e solo per una caduta al fenomeno Evenepoel. Non so se Ganna possa conquistare una Roubaix, anche il Fiandre, la Tirreno o il Giro. So che se verrà lasciato maturare in pace Filippo non ha limiti. La testa c’è: a 24 anni ha già gestito e vinto quattro Mondiali».

7 ottobre 2020 (modifica il 7 ottobre 2020 | 23:40)

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