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Conte incontra Zingaretti, il premier teme il «fuoco amico». Il segretario pd: io leale, ma a settembre si rischia

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ROMA Giuseppe Conte teme di cadere sotto il fuoco amico e a Nicola Zingaretti lo ha detto con parole diplomatiche, ma anche piuttosto nette: «Il decreto Semplificazioni dobbiamo portarlo a casa, perché è una svolta che cambierà il Paese e finalmente ci consentirà di correre. Non posso accettare che venga indebolito a colpi di veti».

La mattina non era iniziata sotto i migliori auspici per Zingaretti. La lettura di qualche giornale gli aveva fatto fare un balzo sulla sedia. Si raccontava del malumore del premier nei suoi confronti. «Ma come – ha commentato incredulo il segretario con i suoi — oggi dobbiamo vederci, lui quasi non si parla più con Di Maio, con Renzi il rapporto è a fasi alterne e vuole rompere con me, che lo ho sempre sostenuto lealmente?». All’ora di pranzo è arrivata la smentita (obbligata) di Conte, il quale, intercettato dai cronisti nel centro di Roma, ha voluto mettere a tacere le voci di un dissidio sempre più forte tra i due. Il gelo non c’è, assicura il premier, ma se al Nazareno parlano di un «chiarimento dopo le incomprensioni» vuol dire che il problema politico resta.

L’incontro dura meno di un’ora, Conte nega difficoltà di rapporti sul piano personale e i collaboratori dell’avvocato raccontano che i due si sarebbero persino fatti «una risata» sulle ricostruzioni politiche che li dipingono ai ferri corti.«Io non ho niente contro di te, non voglio logorare il governo, anzi voglio renderlo più forte, ma sono questi continui rinvii che lo indeboliscono – esordisce il presidente del Lazio — Rischiamo di arrivare a settembre con troppi nodi da sciogliere e con le Regionali da affrontare divisi». E se il centrodestra conquistasse Marche e Puglia, per Zingaretti «non sarebbe un problema del Pd, ma di tutta la coalizione e del governo». Nonostante abbia molto apprezzato l’appello di Conte ai 5 Stelle per andare uniti alle elezioni, il segretario continua a essere preoccupato: «In autunno la situazione potrebbe diventare esplosiva e noi dobbiamo essere pronti».

Conte nega di voler accentrare tutte le decisioni e prova a ricucire: «Dobbiamo stare ai fatti e puntare ai risultati, non alle polemiche. Se le semplificazioni non saranno ostacolate avremo segnato un punto importantissimo anche in Europa». In serata una nota di Palazzo Chigi parlerà di «piena convergenza» sul decreto, eppure lo stralcio del condono edilizio brucia ancora. Conte si dice stupito che siano i suoi stessi partiti a fargli la guerra e non nasconde il disagio per i tanti cambiamenti che Franceschini e Orlando hanno imposto al testo, che per lui è «la madre di tutte le riforme». Il leader dem assicura che il Pd non ha intenzione di bloccarlo, tanto da aver dato mandato al vice segretario e al capo delegazione di chiudere questo e gli altri dossier in tempi veloci: «Dobbiamo andare avanti recuperando quello spirito unitario che permeava la coalizione durante l’emergenza Covid, così da poter procedere spediti e fare le cose».

E poi c’è il Mes, il fondo europeo di 36 miliardi per la sanità che i 5 Stelle continuano a respingere. «Dopo il Consiglio europeo bisognerà mettere le carte in tavola», insiste Zingaretti. Conte però prende tempo, schiva il tema delle trappole parlamentari e ribadisce la sua tabella di marcia: «La priorità è il Recovery Fund. Ottenerlo sarà una vittoria importante, di tutta la coalizione. Vediamo quale sarà la cifra complessiva a cui può attingere l’Italia, a quel punto potremo prendere una decisione sul Mes».

Ma c’ è un altro dossier che il Pd vuole chiudere velocemente. La riforma elettorale, che il capogruppo Graziano Delrio ha chiesto di calendarizzare il 27 luglio alla Camera. Zingaretti spiega al premier che il nuovo sistema di voto può essere la rete di protezione del governo. Difficile andare a elezioni anticipate se, a settembre, un ramo del Parlamento avrà approvato la riforma del sistema elettorale. Bisognerebbe aspettare l’approvazione definitiva. E così si prenderebbe altro tempo.

3 luglio 2020 (modifica il 3 luglio 2020 | 11:54)

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