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Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo: c’eravamo tanto odiati…

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Conoscendoli, dopo il rigore, uno avrà detto «visto che ho segnato» e l’altro per non dargli soddisfazione si sarà messo a ridere. E così sono stati catturati dall’obiettivo entrambi sorridenti. Ma non c’è certezza ovviamente. Una sola cosa è certa: Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo non si sono mai amati.

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Lo dimostra il comportamento delle due star del calcio in questi ultimi anni: con Zlatan che attacca pubblicamente e l’altro, Cristiano, che non risponde per fargli vedere che non intende scendere al suo livello. Volendo trasmettere l’implicito messaggio che lui è di un altro pianeta perché ha vinto 5 palloni d’oro contro gli zero del bomber del Milan. Che stavolta dunque avrà goduto più del solito, tanto da trasmettere a fine gara il messaggio che dopo un successo così può anche lasciare il Milan se non il calcio.

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Del resto fin dal suo ritorno in serie A Zlatan non le aveva mandate a dire al portoghese. Così all’approssimarsi della sfida di andata valevole per la semifinale di Coppa Italia, prima del lockdown, aveva chiosato : «Sul campo ritroverò Ronaldo? L’unico vero Ronaldo è quello brasiliano». L’ultima zampata di una serie interminabile di frecciate dell’asso svedese. Da quella del 2013 quando , commentando l’assegnazione del pallone d’oro a Messi, sottolineava: «Cristiano è uno spettatore privilegiato, dato che assiste a queste cerimonie sempre in prima fila». A quella fatta per commentare lo sbarco di CR7 in bianconero: «Per lui è una sfida andare alla Juventus? Una squadra che ha vinto la Serie A sette volte di seguito? Cazzate. Andare in un club del genere non è una sfida. Se ne cercava una nuova, sarebbe dovuto andare alla Juve quando era in B, per riportarla in Serie A e farla tornare ai vertici».

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Del resto sminuire le capacità calcistiche di Cristiano Ronaldo è stata per Ibra una costante. Persino di fronte al suo capolavoro calcistico, quel gol in rovesciata con la maglia del Real alla Juventus in cui va a prendere la palla a 2,44 metri di altezza: «Bella, ma dovrebbe provare a farla da 40 metri» ricordando la sua acrobazia in Svezia-Inghilterra del 2012. Del resto Ibra rispetta Messi, ma non Ronaldo spiegando: «Il suo non è talento naturale ma frutto di applicazione». Come se poi il fatto di allenarsi tanto fosse qualcosa di cui vergognarsi.

L’astuzia di Cr7 è stata quella di non scomporsi mai anno dopo anno quando Ibra alzava continuamente il tiro, facendogli fare paradossalmente la figura dell’invidioso, mostrandogli come lui un campionato europeo con il Portogallo sia riuscito a vincerlo, mentre per Zlatan dopo tanti anni con la Svezia niente. Eppure, guardandoli, viene in mente il detto «una faccia, una razza». Non perché si somiglino, ma perché, in fondo posseggono entrambi la stessa presunzione di essere i migliori. Solo che, uno Zlatan, la sbandiera ai quattro venti, l’altro, Cristiano, la nasconde invece dietro un sorriso beffardo.

8 luglio 2020 (modifica il 8 luglio 2020 | 09:04)

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