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I suoi 31 punti sono serviti a Perugia per domare Civitanova nella finale della Supercoppa (per la cronaca e per chi non ha seguito il lupo mannaro fino a mezzanotte fatta, ora di conclusione un match fatto cominciare alle 21.30 per seguire mamma Rai, la Sir Safety s’è imposta al tie-break), ma le bordate di Wilfredo León Venero vanno ben oltre il primo trofeo stagionale assegnato dal volley maschile. Sono piuttosto un messaggio al campionato che appena 48 ore dopo, dunque domenica 27 settembre, prende il via.

Il messaggio può essere più o meno questo: stavolta voglio essere io il re. Il principale destinatario sono gli avversari appena sconfitti: la Lube, l’ultima a conquistare lo scudetto (primavera 2019; nel 2020 non si è invece potuto assegnarlo per la pandemia), ha messo a fuoco, qualora non le fosse chiaro, che è sempre dall’Umbria che arriverà l’assalto più importante al suo titolo. Un anno e mezzo fa la Sir Safety pareva favorita, ma Civitanova seppe andare contro corrente spezzando tra l’altro una serie negativa che la accompagnava negli appuntamenti decisivi.

Ora la trama si ripresenta e chiede che la sviluppino due squadre rinnovate a partire dalla centrale operativa della regia: l’argentino De Cecco ha giusto lasciato la Sir Safety per andare nelle Marche (rimpiazzando l’olimpionico Bruno, tornato in Brasile) e al suo posto è arrivato Travica, ex azzurro in cerca di nuova gloria.

Nel segno di León, comunque. L’asso cubano naturalizzato polacco era giunto nel 2018 con la missione di vincere tutto. Per ora non ce l’ha fatta: il suo bottino fin qui si limita a due Supercoppe e una Coppa Italia. Mancano all’appello il nostro campionato e quella Champions League che con i russi di Kazan ha centrato quattro volte. La fame è tanta e l’impressione è che Wilfredo voglia accelerare i tempi della «pratica» che gli sta a cuore.

La sua Perugia e Civitanova continueranno questo duello (infinito) a distanza, ma il campionato potrebbe proporre alternative interessanti. La prima è Trento (nel 2019 campione del mondo tra i club e prima nella Coppa Cev), che affida alle mani di Simone Giannelli, alzatore della Nazionale, la potenza di fuoco di due bombardieri: il brasiliano Ricardo Lucarelli, novità del campionato, nel 2016 uomo-chiave (anche per un punto contestato ma alla fine accordato) della sconfitta dell’Italia nella finale olimpica, e l’olandese Abdel-Aziz, già uomo di punta di Milano.

Assieme all’Itas va poi pesato il nuovo corso di una Modena molto rinnovata e costretta, a causa delle difficoltà finanziarie generate dall’emergenza sanitaria, a rinunciare a Ivan Zaytsev (lo Zar è tornato in Russia, ma il suo contratto con gli emiliani è solo sospeso: se ci saranno le condizioni, l’anno prossimo potrebbe tornare). La Leo Shoes apre la lista degli outsider di spessore, davanti a una Milano tutta da scoprire e seconda forse solo a Piacenza. Però la You Energy è appena reduce da un terremoto: Andrea Gardini, dopo gli anni in Polonia (con vittorie), è stato già silurato con una decisione che perlomeno lascia perplessi. Al suo posto torna ad allenare Lorenzo Bernardi, eletto mister Mondo del volley per il ventesimo secolo, rimasto a piedi dopo la chiusura del rapporto con Perugia. Due ex compagni, di club e di Nazionale, si sono così trovati in una situazione comunque poco edificante e di sicuro poco piacevole per entrambi, anche se mors tua vita mea è un concetto valido pure nello sport. Piacenza, comunque, ha tutto per essere di vertici e Bernardi l’ha già caricata con uno slogan: «Per me la sconfitta non è concepibile».

In un torneo caratterizzato da cinque presidenze femminili in dodici club e in una stagione delicatissima perché gli influssi degli introiti ridimensionati a causa delle ristrettezze nelle capienze si faranno sentire, noi italiani cercheremo anche indicazioni in chiave azzurra, posto che nel 2021 c’è — o ci dovrebbe essere, usando le debite cautele — l’Olimpiade di Tokyo. A fronte dell’odissea fortunatamente a lieto fine di Filippo Lanza (lo schiacciatore dell’Italia che non rientrava più nei piani di Perugia s’è finalmente accasato a Monza, ma ha perso preziose settimane di lavoro), aspettiamo conferme dai giovani leoni e in particolare da un millennial: Alessandro Michieletto, classe 2001 e figlio d’arte. Gioca a Trento e si propone come una delle bandiere di un nuovo corso che ci auguriamo venga coltivato, nella speranza che il c.t. Chicco Blengini tra qualche mese abbia solo problemi di abbondanza e l’imbarazzo della scelta.

26 settembre 2020 (modifica il 26 settembre 2020 | 16:31)

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