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il caso

1 luglio 2020 – 10:11

San Casciano: 16 milioni per borgo, vigne e uliveti dove fanno pratica gli studenti di Agraria

di Giulio Gori



Un patrimonio da 320 ettari di vigne e uliveti. Con al centro una villa medicea da cinquanta stanze. E un sogno didattico durato trent’anni che arriva al tramonto. A pochi chilometri da San Casciano, villa Montepaldi è in vendita: l’Università degli Studi di Firenze ha deciso di alienare una struttura che per decenni era stata il laboratorio in cui formare sul campo i futuri agronomi. Nei giorni scorsi ha così varato un «avviso pubblico per manifestazione di interesse all’acquisto dell’intera quota della società Azienda agricola di Montepaldi Srl». Il prezzo di vendita, ovvero la base d’asta, è fissata per 16 milioni e 700 mila euro. Chi se la prenderà dovrà versare l’intera cifra entro il prossimo 20 settembre.

L’Università, che non sarebbe più in grado di detenere le quote dell’azienda (in questo caso il 100%) nel rispetto dei requisiti (economici e formali) imposti dal decreto legislativo sulle società a partecipazione pubblica, ha deciso così la strada della totale alienazione di un’attività che non è solo coltivazione e vendita di vino — il Chianti classico — ed olio extravergine di oliva, ma è anche il cuore della didattica e della ricerca del dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali. Villa Montepaldi è un’idea nata trent’anni fa dall’allora preside di Agraria — e futuro rettore — Augusto Marinelli: «Quando diventai preside, molti docenti si lamentavano del fatto che l’Università di Firenze non avesse un’azienda agraria di sua proprietà, ma leggendo i verbali di facoltà, scoprii che il problema veniva posto da una vita — spiega lo stesso Marinelli — Mentre Pisa, Milano, Bologna, Torino avevano aziende agricole proprie, Firenze aveva solo convenzioni con realtà private. Così io e il rettore Franco Scaramuzzi individuammo villa Montepaldi, che molti docenti più anziani di me conoscevano molto bene e valutavano con favore. Così, feci domanda al ministero della Pubblica Istruzione chiedendo di accedere ai fondi per “grandi attrezzature scientifiche”. Il governo finanziò più del 50% dell’operazione, l’Università ci mise il resto».

L’operazione partì a gonfie vele. La villa fu ristrutturata, furono creati impianti moderni, vi nacquero i laboratori di Agraria, ma soprattutto due interi corsi di laurea. E gli studenti erano così tanti che tra San Casciano a Villa Montepaldi negli anni ‘90 c’era un servizio autobus creato dall’Università. «Dopo che lasciai la presidenza di Agraria per diventare Rettore (era il 2000, ndr) notai che cominciò una certa disaffezione per l’azienda da parte di molti colleghi che preferirono dirottare di nuovo su realtà private». Il motivo, a sentire un attuale docente del dipartimento, starebbe nell’eccessiva distanza da Firenze e di una complicata raggiungibilità di una realtà immersa nella meraviglia del Chianti classico. Fino a dieci anni fa, tuttavia, i corsi a villa Montepaldi venivano sempre svolti. Da allora, invece, sono rimasti solo i laboratori dei laureandi, che vanno in vigna, nell’uliveto, in cantina o al frantoio solo per le sperimentazioni legate alle proprie tesi.

«Negli ultimi anni i ragazzi dell’Università non si vedono quasi mai», raccontano due dipendenti. Lì, dietro una villa immensa, con tanto di cortile interno, che oggi avrebbe bisogno di essere ristrutturata, ci sono quattro enormi e modernissimi sylos metallici per il vino. Ma ora è tutto chiuso: «Tre anni fa avevamo avuto una grossa crisi — spiegano ancora — Ma poi piano piano il nuovo amministratore delegato aveva rimesso le cose a posto. Poi il Covid ci ha dato un’altra botta e la situazione è brutta». La bottega è ancora chiusa, sulla porta c’è un cartello che non lascia neppure sperare in una ripartenza, le vendite da mesi si fanno solo online. «Eppure il vino e l’olio sono parecchio buoni — raccontano — L’alienazione? La notizia ci spaventa, anche se siamo otto dipendenti, un cambiamento così grande non si sa mai dove ci possa portare».

Lì, davanti alla villa, su una stradina che fa da terrazzo sulle colline del Chianti, potrebbero però continuare a tornare gli studenti: il bando prevede un comodato d’uso gratuito, a favore dell’Università, su 17 ettari di coltivazioni dove insistono i progetti di ricerca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 luglio 2020 | 10:11

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