Rispondendo a una domanda di Formiche.net, la numero due della diplomazia statunitense Wendy Sherman promuove l’Italia di Draghi: “Comprende bene come Pechino opera nel mondo”

“L’Italia ha gli occhi ben aperti” verso la Cina e sulle sue “azioni coercitive nel mondo”, ha dichiarato Wendy Sherman, vicesegretaria di Stato degli Stati Uniti, rispondendo a una domanda di Formiche.net durante un incontro con la stampa europea. Parole che confermano lo stretto coordinamento tra gli Stati Uniti di Joe Biden e l’Italia di Mario Draghi su diversi temi, dall’invasione russa dell’Ucraina fino, appunto, alla Cina.

La vicesegretaria ha spiegato di poter affermare ciò alla luce delle recenti riunioni in formato Quint con il collega italiano Ettore Sequi, segretario generale della Farnesina, e gli omologhi di Francia, Germania e Regno Unito e del bilaterale tra Biden e Draghi alla Casa Bianca definito “eccellente”. Ascoltandola, il 2019, anno in cui l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmava il memorandum d’intesa con la Cina sulla Via della Seta, sembra assai più lontano di quanto non sia.

Guardando agli investimenti cinesi e alla Via della Seta, la domanda da porsi è, ha dichiarato, se Pechino li usi in maniera “trasparente” o per creare debito. “Penso” che l’Italia di Draghi “comprenda molto come la Repubblica popolare cinese operi nel mondo, abbia gli occhi aperti e sia molto attenta”.

Illustrando la politica dell’amministrazione Biden verso la Cina annunciata nei giorni scorsi dal segretario Antony Blinken, la numero due della diplomazia statunitense ha sottolineato l’importanza di rilanciare il dialogo transatlantico sulla Cina e sull’Indo-Pacifico. Dobbiamo continuare a lavorare assieme agli alleati e ai partner in Europa e nell’Indo-Pacifico “per allineare i nostri approcci” davanti alla sfida che la Cina “pone al mondo”, ha spiegato. Il tutto, senza dimenticare la diplomazia. Come ha detto Blinken nell’atteso discorso, “la diplomazia è lo strumento indispensabile per plasmare il nostro futuro comune”.

Assieme, le alternative di Stati Uniti (Build Back Better World) e Unione europea (Global Gateway) possono segnare un punto di svolta, ha spiegato Sherman. È “complesso” unirle ma entrambe possono “elevare gli standard” puntando sull’apertura, ha aggiunto mettendo le due proposte in contrapposizione con la Via della Seta spesso accusata di essere un piano coercitivo.