Una nuova alleanza digitale tra Europa e Stati Uniti, gli appelli su Formiche. Il video

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Una nuova alleanza digitale tra Europa e Stati Uniti, gli appelli su Formiche

Con il Digital Services Act e il Digital Market Act la Commissione europea si prepara a regolamentare le società tecnologiche operanti in Ue

Il nuovo pacchetto di norme da una parte mira a tutelare gli utenti delle piattaforme social e dall’altra a favorire una maggiore concorrenza fra società che offrono lo stesso tipo di servizi online

L’obiettivo della normativa è in particolare la regolamentazione di grandi colossi americani come Google, Facebook e Twitter. In caso di inadempimento, le sanzioni possono arrivare al 6% dei ricavi annui delle compagnie

Le nuovi leggi Ue presentate dai commissari Thierry Breton e Margrethe Vestager rientrano nel disegno di un’ “autonomia strategica” dell’Ue da Cina e Stati Uniti

Il rischio è di creare un solco con l’alleato americano mettendo sullo stesso piano le compagnie tech statunitensi e quelle cinesi e di deteriorare i rapporti con la nuova amministrazione Biden nella ricerca di una “terza via” nelle infrastrutture digitali

Il numero di Formiche di dicembre lancia la proposta di un’alleanza digitale fra Europa e Stati Uniti riproponendo gli appelli per un “Piano Marshall Digitale” di alcuni fra i più autorevoli think tank Usa, dall’Atlantic Council al German Marshall Fund

“A partire dal 2021 gli Stati Uniti dovrebbero mettersi alla guida di un Piano Marshall Digitale per gli alleati della Nato con l’obiettivo di mettere in sicurezza i sistemi nazionali di comunicazione 5G”, Ruben Gallego e Vicky Hartzler (Atlantic Council)

“L’Europa e gli Stati Uniti dovrebbero fornire maggiori incentivi finanziari e normativi per le partnership transatlantiche nel campo della scienza e della tecnologia”, Bruce Stokes (German Marshall Fund)

Sul tema è intervenuta la ministra dell’Innovazione italiana Paola Pisano:

“Sono convinta che questo passo in avanti verso l’integrazione europea non possa in alcun modo essere inteso come un’uscita dai perimetri tradizionali delle alleanze dei nostri Paesi […]. Non è questo ancoraggio a dover essere ridotto dalla ricerca di una maggiore autonomia tecnologica”.

Anche la vicepresidente del Parlamento Ue Dita Charanzová su Formiche ha messo in guardia dalla deriva protezionistica:

“È importante assicurarsi che il dominio digitale non diventi ostaggio del pensiero protezionista, la cui rinascita è stata in parte innescata dalla pandemia”

Segui il dibattito su www.formiche.net