Un cenone per 144 rispettando la legge

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Come organizzarsi per l’irrinunciabile veglione di Capodanno? Come celebrarlo degnamente nonostante le inique restrizioni della Dittatura Sanitaria, che vuole negarci la tartina col gambero scongelato in gelatina, il malore della zia anziana mentre fa il trenino cantando “Brigitte Bardot, Bardot”, la tombola con i bambini che litigano isterici per la stanchezza, il conto alla rovescia su Rai Uno allietato da cantanti creduti morti da anni e da soubrette novantenni tenute insieme con il filo di ferro? Ecco alcuni consigli utili.

Il veglione in montagna Secondo Confalberghi e Federpensioni, circa sette milioni di porzioni di polenta e camoscio sono stipate da mesi nei freezer in attesa dei turisti, che però saranno poche centinaia, in media uno per albergo, al massimo due. Dunque con un grande carico di responsabilità, perché ognuno di loro dovrà mangiare, bere e spendere per dieci. Il settore della polenta e camoscio occupa in Italia, secondo Confpietanze, quattro milioni di lavoratori tra bracconieri, allevatori, guardie forestali, macellai, conciatori, imbalsamatori, veterinari, cuochi, nutrizionisti, agricoltori, spannocchiatori, commercianti all’ingrosso e al dettaglio, venditori di paioli da polenta, autori ed editori di libri di ricette, produttori di farmaci gastroprotettori. Smaltire le scorte di questa tradizionale pietanza è dunque un’emergenza economica e un imperativo sociale. Ogni cliente, per il cenone, potrà godere senza sovrapprezzo di sei porzioni di polenta e camoscio, che consumerà da solo, incitato dalla famiglia dell’albergatore e applaudito da tutto il personale, in un’atmosfera festosa e patriottica. Tre bottiglie di rosso e una di spumante annaffieranno il magnifico pasto. La telefonata di auguri di buon anno con il proprio medico personale concluderà l’indimenticabile serata.

Lo sci di mezzanotte La suggestiva fiaccolata di mezzanotte, in molte località alpine incentivata dal recupero del corpo nel burrone incluso nel prezzo, non potrà avere luogo per la chiusura degli impianti di risalita. Verrà sostituita da un breve percorso con gli sci di fondo nel parcheggio della funivia, nella caratteristica fanghiglia composta da neve, gasolio, guanti spaiati, carte di Ciocorì, skipass degli anni precedenti. Le fiaccole, troppo pericolose perché la fanghiglia dei parcheggi è infiammabile, verranno sostituite dai led del telefonino dell’unico partecipante, che dovrà affrettarsi perché è lo stesso che poi dovrà fare il cenone di San Silvestro.

In famiglia Cominciare a cucinare due settimane prima e finire i resti del cenone verso l’Epifania, puntellando il frigorifero con la pratica palificazione in acciaio (disponibile su Amazon) per evitare che esploda o collassi. È la tradizione, e il Covid non può impedirci, almeno in famiglia, di rispettarla. Capitone, abbacchio, cappone, cotechino, ma soprattutto pesce sono il piatto forte; ma nelle grandi città ha preso piede anche il cenone fusion, con capodoglio o tricheco al centro della tavola, e un comodo argano (trovate anche quello su Amazon) per disporre più facilmente delle gigantesche porzioni. Per ovviare alle restrizioni governative, che prevedono non più di sei persone attorno al tavolo, il cenone comincerà la mattina del 30 e finirà il 2 di gennaio, con ventiquattro turni di quattro ore ciascuno. Ogni famiglia potrà così mettere a tavola per il cenone di Capodanno 144 persone. Il modello, pratico e ingegnoso, è mutuato dall’organizzazione sociale delle termìti. Eventuali avanzi possono essere lanciati dalle finestre per rendere anche i passanti partecipi della festa.

Per il brindisi Cinquanta milioni di bottiglie di bollicine, pari a millecinquecento megatoni, cento volte le bomba di Hiroshima. Sono custodite in apposite casematte, guardate a vista dal Genio militare. Lo spumante italiano ha ormai scalzato lo champagne dal suo logoro primato. È incluso nelle più raffinate carte di vini del mondo, ed è stato inserito nelle trattative intergovernative sulla limitazione delle armi. A Napoli furoreggia la nuova Bottiglia Maradona: contiene, insieme a un poco di vino, anche petardi e mortaretti, e all’apertura colora la casa di fuochi d’artificio, per la gioia dei superstiti.


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