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la storia

5 ottobre 2020 – 12:16

Impresa della tennista fiorentina: «Credo in questo sogno, vi abbraccerei tutti»

di Marco Massetani

Avanti un’altra. Come se non fossero bastati i tre turni di qualificazione nelle gambe, né le vittorie in tabellone principale contro tre top-100 mondiali (Camila Giorgi, Coco Gauff e Maria Sakkari), Martina Trevisan pennella la settima meraviglia tennistica sulla terra rossa di Parigi, sconfigge in due set contro pronostico anche l’olandese numero 8 Wta Kiki Bertens (6-4, 6-4) e approda ai quarti di finale del Roland Garros, a un passo da quella semifinale che raggiunse proprio qui nel 2009, in doppio, da promettente juniores.

«Credo in questo sogno, volevo ringraziare tutte le persone che mi stanno scrivendo, non posso abbracciarvi tutti perché sono lontana, ma è come se lo facessi», dichiara Martina a fine match. Al termine dell’ennesima, splendida impresa chiusa al terzo match point con un lob millimetrico, contro una Bertens non al meglio della condizione, che si è aggrappata alla forza dell’esperienza ma che niente ha potuto contro il gioco pulito, ritmico e profondo della toscana. Martina spalanca il sorriso, non solo per i 283.500 euro finora incassati in tredici giorni e per essere virtualmente salita al suo nuovo best ranking di 82 (era 159 prima dello Slam parigino), ma anche per questa rinascita umana e tennistica dopo che all’età di 16 anni era stata costretta ad abbandonare la racchetta per colpa di un male oscuro chiamato anoressia. «A me basta vederla sorridere, solo quello, la sua felicità è la mia felicità», afferma mamma Monica, maestra di tennis a Perignano, colei che ha condiviso per oltre quattro anni le sofferenze della figlia a tal punto da riassaporare adesso le cose più semplici della vita. «Dopo quello che abbiamo passato questo è un sogno — continua — anche se ancora non l’ho ben realizzato a livello emotivo. Martina ha cominciato a parlare della sua malattia quando era certa di averla superata, e ha fatto bene a farlo, perché l’anoressia è un male più diffuso di quanto si possa pensare, e non sempre facile da sconfiggere». «La sua fortuna? È stata — racconta ancora — incontrare le persone giuste al momento giusto. Le ultime partite di mia figlia le ho guardate spesso al lavoro, sullo smartphone, tra una pausa e l’altra delle lezioni. Quella contro la Bertens a casa, anche se nei momenti più tesi del match non ce l’ho fatta, e sono uscita in giardino con il nostro cane Margot. Di questo exploit ne ero sicura al 100%, sapevo che prima o poi sarebbe arrivato, Martina se lo merita e anche il suo coach Matteo Catarsi che ha vissuto da vicino i momenti più difficili».

Domani ad attendere Martina nei quarti ci sarà la 19enne polacca Iga Swiatek, campionessa di Wimbledon junior 2018, che nell’ultimo turno ha sbriciolando in due set la favorita del torneo, Simona Halep. Nel frattempo Trevisan è diventata la nona italiana di sempre a raggiungere i quarti del Roland Garros, e la prima tennista toscana a tagliare un simile traguardo in uno Slam.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

5 ottobre 2020 | 12:16

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