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Torino: Linetty e Vojvoda il cuore della nuova squadra di Giampaolo

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Prosegue il make-up del Toro, tra verniciatura esterna — svelate venerdì le nuove maglie Joma, in poliestere totalmente riciclato con riduzione delle emissioni di CO2 — e telaio, con la presentazione degli ultimi due pezzi consegnati a Marco Giampaolo: Karol Linetty, nazionale polacco ex Samp, e Mergim Vojvoda, kosovaro dallo Standard Liegi. Mestieri diversi, il primo mezzala il secondo laterale destro, accomunati da un’età (25 anni) che unisce investimento tecnico e sforzo economico. Come riassume Davide Vagnati, responsabile dell’area tecnica granata, sottolineando «l’unione d’intenti» alla base di ogni operazione, dall’allenatore al presidente, Urbano Cairo. Già infilata la maglia a Rodriguez, siamo al terzo colpo: «Stiamo cercando di dare al tecnico il prima possibile dei giocatori adeguati al nuovo progetto e al tipo di calcio che abbiamo condiviso», continua Vagnati. Il migliore degli incipit.

Dopodiché c’è chi, come Linetty, parte «avvantaggiato — sorride il dt del Toro — perché se noi abbiamo un maestro di calcio, lui parte dall’università, poiché ci ha già lavorato insieme». Il polacco conferma, sorridendo: «Conosco il mister, quindi capita di dare qualche dritta ai compagni». E se il club è a caccia di gente motivata, lo stesso criterio utilizzato per le cessioni, con Linetty va sul sicuro: «Mi avevano già chiamato a gennaio, ma non volevo lasciare la Samp, perché eravamo in difficoltà. Finito il campionato, il Toro è tornato a farsi sentire e ho detto subito sì». Anche di più dice Vojvoda, con bigliettone da visita per la curva: «Mi hanno cercato altri club, come l’Atalanta, e sarebbe stato interessante perché fanno la Champions, ma ho scelto il Torino, per la sua storia». Del resto, con la Storia, ci è cresciuto: «Mio padre era un soldato e per questo abbiamo dovuto andare via dal Kosovo». Da lì in poi, ha attraversato «tante disavventure, che hanno forgiato il mio carattere. E, alla fine, ne sono orgoglioso».

Al progetto manca ancora un regista, da scegliere, ma senza fretta, perché il depliant è pienotto: da Lucas Biglia a Fausto Vera, passando per Torreira («che ha costi alti»). Non si discutono invece gli assiomi della narrazione granata, chiude il dt: «Belotti può rimanere al Toro fino a fine carriera e Sirigu resta al 100%». Sabato, alle 18, primo collaudo allo stadio Grande Torino, contro il Novara.

28 agosto 2020 (modifica il 28 agosto 2020 | 22:15)

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