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il caso

9 luglio 2020 – 10:34

Il presidente del tribunale dei minori Trovato attacca Galeotti dopo l’audizione in Parlamento

di Valentina Marotta, Antonella Mollica

«Dichiarazioni tanto generiche quanto gravi e offensive». Luciano Trovato, presidente del tribunale per i minori di Firenze, replica così alle dichiarazioni dei due titolari dell’inchiesta sugli abusi al Forteto. La pm Ornella Galeotti e l’ex procuratore aggiunto Giuliano Giambartolomei nei giorni scorsi sono stati ascoltati dalla commissione parlamentare d’inchiesta nata dopo la condanna definitiva del fondatore Rodolfo Fiesoli a quasi 15 anni per violenza sessuale e maltrattamenti. «Per 30 anni in Toscana si è assistito alla sospensione di tutte le regole e leggi in materia di affido» era stato il j’accuse della pm Galeotti il 22 giugno. Parole confermate due giorni fa a Palazzo San Macuto da Giambartolomei: «Prima di dare in affido un minore i servizi sociali devono fare la tac ai genitori e dopo ulteriori indagini si procede all’affido. Tutto questo non è avvenuto per il Forteto».

Il presidente Trovato sbotta. E lo fa con un comunicato stampa: «Dunque tutti collusi, controllati e controllori in questa sospensione del diritto? Forse i magistrati per primi dovrebbero usare equilibrio e consapevolezza nel rilasciare dichiarazioni, specie in sedi ufficiali ed evitare prese di posizione che delegittimano un’intera istituzione». E aggiunge: «Accuse generiche non supportate da indicazioni precise se non quelle temporali: 30 anni. Offensive per qualsiasi organo giudiziario, come se i provvedimenti non fossero sottoposti al vaglio della Procura, di altri gradi di giudizio e alle ispezioni del ministero». Per il presidente del tribunale per i minori bisogna riconoscere «la possibilità di errori dei singoli» e non immaginare che i magistrati abbiano «vissuto per anni nell’illegalità. Chi come me ha operato nella giustizia minorile, di fronte alla sentenza ha sofferto oltre che per le vittime anche per il tradimento della fiducia implicitamente accordata a chi se n’è dimostrato indegno».

Trovato è magistrato di lungo corso: prima di arrivare nel 2018 al vertice del tribunale per i minori a Firenze, è stato pretore e pm, poi per dieci anni, dal 1999, giudice per i minori, sempre a Firenze (per un periodo anche facente funzioni di presidente), prima di essere promosso alla guida del tribunale per i minori di Catanzaro. A Firenze si è anche occupato di uno dei ragazzi che fu vittima degli abusi al Forteto, tra i primi a denunciare quello che accadeva a Vicchio. A metà degli anni 2000 — scrivono i giudici nella sentenza di primo grado che ha portato alle condanne, poi divenute definitive, di Fiesoli e dei suoi collaboratori — «il sistema degli affidamenti al Forteto manifestava una connotazione di totale illegalità con assoluto disprezzo delle esigenze e del diritto dei minori». «Una comune in cui c’era il caos educativo e genitoriale» — è la definizione che i giudici danno della comunità — che ha goduto di «credito illimitato» da parte delle istituzioni anche dopo l’arresto di Fiesoli nel 2012. Il Forteto — si legge ancora — ha perseverato solo grazie alla colpevole inerzia di Comuni, Usl e tribunale».

Ancora: «Gli affidamenti venivano disposti con provvedimenti di rara approssimazione e superficialità». Al Forteto «non c’era personale qualificato, non c’era alcuna équipe educativa, nè un programma di attività. Mancavano i controlli periodici e gli affidamenti «continuarono malgrado l’arresto dei fondatori per abusi e maltrattamenti nel 1978, le loro condanne definitive nel 1985 e la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, nel 2000. Proprio la sentenza Cedu, nata dalla denuncia di una madre, per i giudici, dimostra «il circolo vizioso che si era instaurato tra le autorità giudiziarie fiorentine e il Forteto»: «Gli affidatari venivano scelti da Fiesoli e Goffredi che intrattenevano rapporti con i servizi sociali e con il tribunale». «I fatti gravi — commenta Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia — sono che per 30 anni il tribunale dei minori ha continuato ad affidare bambini al Forteto nonostante le sentenze definitive. Non certo le dichiarazioni della pm Galeotti, magistrato grazie al quale la verità su questo terribile caso è potuta emergere».

9 luglio 2020 | 10:34

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