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Tag43: “Repubblica, perfino l'editore Elkann bacchetta Molinari anti-Meloni”




Roma, 8 sett – La campagna anti-Meloni di Repubblica stanca perfino l’editore John Elkann, che secondo quanto riportato dal Tempo, avrebbe chiesto un cambio di linea alla direzione.

Repubblica, Elkann contro Molinari

Secondo la fonte – Tag43 – ci sarebbe stato verso le sedi di Repubblica un vero scontro di Elkann contro il direttore Maurizio Molinari. Giovanne Predoni ha scritto: “Si respira una brutta aria nei corridoi che contano di Repubblica dopo la tirata d’orecchie subita dal direttore Maurizio Molinari e arrivata direttamente per mano del padrone, John Elkann. Il continuo sventolio dell’imminente spauracchio fascista che si materializzerebbe con la vittoria del centrodestra a trazione Fratelli d’Italia ha stufato l’editore, che avrebbe chiesto un cambio di linea”.

Effettivamente, la guerra del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari contro il presidente di FdI non ha pause, e non sembrava intenzionato ad averne fino al voto del 25 settembre, soprattutto dopo i sondaggi che continuano a dare il primo partito di centrodestra saldamente in testa. Proprio la possibilità che la Meloni sia la prossima a governare avrebbe spinto Elkann a fare pressioni sulla direzione. Un po’ la storica linea del nonno Gianni Agnelli, riassunta nel classico: “Noi siamo governativi e istituzionali per definizione”.

Le possibili ragioni commerciali

È possibile che Elkann abbia agito anche mosso dai dati di vendita dei quotidiani, che mostrano un crollo netto di Repubblica, ora a 83mila copie di tiratura, ovvero un calo del 20% rispetto ai numeri di giugno 2021. Da qui la richiesta di un cambiamento, espresso a quanto pare nemmeno in modo troppo velato dalla famiglia torinese. La ricostruzione cita anche questo passaggio: “Da quando è caduto il governo Draghi, Molinari ha picchiato duro sulla Meloni, ospitando anche in prima pagina la firma di Paolo Berizzi, giornalista da sempre molto attivo sul tema dei rigurgiti neofascisti, e srotolando inchieste sul passato della leader di Fdi, tra ‘anime nere, uomini della fiamma e impresentabili’”.

Alberto Celletti

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