Salute

Succhi «promossi», ma non in alternativa ad acqua e frutta vera

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Non è una novità che la bevanda migliore per placare la sete sia l’acqua. Ma i succhi di frutta potrebbero essere una valida alternativa? E possono contribuire a «coprire» le cinque porzioni di frutta e verdura consigliate nella giornata? Un documento della Sinu, Società italiana di nutrizione umana, ci aiuta a rispondere.

Attenzione allo zucchero

La valutazione ha riguardato i soli succhi di frutta 100% (ottenuti interamente dalla frutta senza aggiunta di zuccheri) e i nutrizionisti li hanno promossi. Ovviamente a patto che il loro consumo sia moderato e che si tenga conto del loro contenuto naturale di zuccheri. E ricordiamo che il consumo di zuccheri totali nella giornata (inclusi quelli presenti naturalmente negli alimenti come frutta e latte) non deve superare il 15% delle calorie giornaliere, ovvero 75 grammi in una dieta da 2.000 kcal. Una porzione standard di succo di frutta ne fornisce mediamente 24 grammi. I succhi di frutta contengono però una significativa quantità di minerali e vitamine, fra cui potassio, acido folico e vitamina C, e di composti bioattivi, e costituiscono quindi una scelta decisamente migliore rispetto ad altre bevande zuccherate. Ma non vanno considerati un sostituto dell’acqua e non vanno aggiunti come bevanda alla merenda, come spesso fanno i bambini, perché questo porta ad aumentarne il contenuto di zuccheri e calorie. Quindi non vanno consumati in aggiunta ma in sostituzione di bevande zuccherate d’altro genere e non possono essere considerati, almeno sistematicamente o in misura prevalente, un sostitutivo di frutta e di verdura.

Rispecchiano i frutti di origine

Dato che i succhi non sono uguali, come orientarsi ? «Innanzitutto — risponde Alessandra Bordoni, docente di Scienza dell’Alimentazione all’Università di Bologna — è bene puntare sui “succhi 100% frutta”, il cui valore nutritivo è superiore a quello di altre bevande a base frutta. Quanto alle differenze tra succhi è importante tenere presente che le caratteristiche riflettono quelle del frutto di origine. Se l’arancia contiene più vitamina C della mela, sarà così anche per i succhi corrispondenti. Discorso analogo per le calorie, che rispecchiano il contenuto di zuccheri dei rispettivi frutti. Circa le proprietà salutistiche di alcuni succhi, anche in questo caso dipendono in buona parte dalle sostanze bioattive dei frutti di origine».

27 giugno 2020 (modifica il 28 giugno 2020 | 17:42)

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