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Straniero fa inversione a U su autostrada A1: “Seguivo il navigatore” (Video)




Roma, 29 ago – Una donna che pattinava in autostrada in piena notte, un uomo che fa inversione a U sull’A1, per poi dichiarare, entrambi, che stavano “seguendo le indicazioni del navigatore”. Disavventure di fine estate, stordimento dovuto al caldo o grave assuefazione alle nuove tecnologie? Ai lettori l’ardua sentenza. Certo è che in molti avranno pensato: ah, i buon vecchi atlanti stradali cartacei, di quelli che si aprivano come tovaglie in macchina prima di affrontare lunghi viaggi. Già, è sin troppo automatico da scadere nel facile qualunquismo nostalgico a suon di “si stava meglio quando si stava peggio”, ogni volta che accadono certi fatti, conditi oltretutto da giustificazioni allucinanti e allucinate.

Inversione a U in autostrada: “Seguivo il navigatore”

L’ultimo di questi ha visto come protagonista un automobilista straniero, fermato dalla Polizia stradale dopo aver compiuto un incredibile versione a U in autostrada. Come gli è saltato in mente? L’uomo sostiene appunto di aver sbagliato direzione e di averla cambiata d’un tratto proprio perché il navigatore di bordo gli ha dato quell’indicazione, ovvero di effettuare quanto prima l’inversione di marcia. Ammesso che sia vero, è a prescindere piuttosto delirante pensare di poter compiere una manovra del genere in A1, rischiando chiaramente un incidente drammatico. Fortunatamente la tragedia è stata evitata, con auto e tir in arrivo che sono riusciti a frenare in tempo e a evitare l’impatto con il veicolo che stava effettuando l’inversione di marcia.

Polizia e Società Autostrade per l’Italia si sono accorti subito della manovra dell’automobilista straniero, perché in quel momento stavano visionando le immagini provenienti dalle telecamere di tratta. Il conducente, alla guida di un Suv bianco, è stato sanzionato dalla Polstrada con: ritiro della patente, multa fino a 8mila euro e fermo del mezzo per tre mesi. Adesso la polizia sta inoltre approntando due appositi dossier: uno destinato alla Procura di Rieti in cui si evidenziano i profili penali della condotta, e l’altro per le autorità del Paese dell’uomo, affinché la patente non gli venga più rilasciata. “Di fronte a quelle immagini non ci sono parole per esprimere lo sdegno di quanti, a causa di condotte così assurde, stanno ancora piangendo la perdita di una persona cara”, ha detto Paolo Maria Pomponio, direttore del Servizio Polizia Stradale presso la Direzione Centrale delle Specialità della Polizia di Stato.

Alessandro Della Guglia

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