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Stramaccioni, l’Inter, Mourinho e i consigli del cuore a Bruno Fernandes: «Gli dicevo “sposati, i calciatori stanno meglio sistemati”»

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Quando Andrea Stramaccioni entrò per la prima volta nello spogliatoio dell’Inter, che nel 2012 lo chiamò a sostituire Claudio Ranieri, il pensiero «ma che diavolo ci faccio io qui?» gli deve essere venuto per forza, visto che veniva dalle giovanili, aveva tre anni in meno dell’allora capitano Javier Zanetti e in rosa c’erano giocatori come Lucio, Samuel, Cambiasso, Milito, Stankovic, Chivu e Maicon. Insomma, non proprio gli ultimi arrivati. «Ma poi mi sono detto: “i capi ti hanno messo qui e si aspettano qualcosa, quindi chiudi gli occhi e non pensare ai nomi sulle maglie, ma a quello che sei in grado di fare” – ha raccontato l’ex tecnico nerazzurro a Sky Sports UK – e grazie ai miei giocatori, abbiamo fatto una prima stagione molto buona e la successiva fino a dicembre eravamo secondi. Sfortunatamente, Moratti ha deciso di vendere il club e i nuovi proprietari avevano idee diverse, ma è stata un’esperienza fantastica, che mi porterò sempre nel cuore».

L’amico José

A sorpresa, ad aiutarlo in quei suoi primi mesi interisti è stato colui che in casa nerazzurra rimpiangono ancora oggi, ovvero José Mourinho, l’uomo del Triplete. «Mourinho è fantastico – ha spiegato ancora Stramaccioni – . Non lo conoscevo, eppure iniziò a mandarmi messaggi dandomi suggerimenti e consigli. Da non credere. Non lo dimenticherò mai. È stato pazzesco e gliene sarò grato per sempre».

Bruno Fernandes

Dopo l’Inter, l’allenatore romano è andato all’Udinese per un anno e qui ha trovato Bruno Fernandes, che ora sta facendo faville con il Manchester United. «A quel tempo Bruno era uno dei giovani talenti dell’Udinese, che lavorava sodo e aveva già la mentalità giusta, anche se stava ancora crescendo ed era molto timido. Non mi aspettavo potesse avere un impatto così rapido al Manchester United, ma è una persona intelligente, si è conquistato il ruolo di leader e spero che un giorno possa diventare il capitano della squadra».

Il matrimonio anzitutto

Calcio a parte, Stramaccioni ha aiutato Fernandes anche nella vita privata. O meglio, sentimentale. «Lo spingevo a sposarsi, perché mi piace che i miei giocatori siano sistemati – ha detto ancora “Strama” – così gli dicevo “tu ami questa ragazza, quindi devi sposarla”. E quando lo ha fatto, mi ha chiamato per dirmelo, è stato divertente».

Quale futuro?

Dopo le esperienze in Grecia, Repubblica Ceca e Iran, Stramaccioni si sente pronto a tornare nel calcio che conta: «La serie A è la mia priorità e aspetterà l’occasione giusta. In questi dodici anni ho imparato che è meglio aspettare il progetto giusto, che magari sarà nel Regno Unito. Quattro o cinque anni fa sono stato vicino allo Sheffield, poi due anni fa ho avuto un contatto con l’Aston Villa e sono stato anche a un passo dal Watford, perché i proprietari sono gli stessi dell’Udinese. Con tutto il rispetto per gli altri campionati, penso che la Premier League e la Championship, che non considero una seconda divisione, bensì una prima divisione diversa, siano i migliori del mondo».

27 agosto 2020 (modifica il 27 agosto 2020 | 15:18)

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