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Sostenibilità Rovagnati, non solo in casa

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Sei impianti, mille dipendenti, anche la Rovagnati, specializzata nella produzione del prosciutto cotto di qualità, il Gran Biscotto, ricavato solo dalla coscia del maiale, e anche nel prosciutto crudo di Parma e la mortadella, non si è fermata durante il lockdown. I suoi stabilimenti sono dislocati dalla Lombardia all’Emilia Romagna. Mentre all’estero Rovagnati ha filiali negli Usa, in Francia e Germania. E le esportazioni avvengono in altri 14 Paesi. Non bisogna inoltre dimenticare i 25mila negozi di prossimità serviti. Il lavoro è continuato nelle fabbriche a pieno ritmo, su tre turni, anche con turni notturni, quindi è stato ed è fondamentale rispettare le norme di sicurezza e adottare precauzioni speciali. “Per evitare il contagio abbiamo cominciato anche da prima che fosse approvato il decreto a misurare la temperatura ai nostri collaboratori, a fornirli di mascherine, tute, camici e caschi protettivi. E abbiamo fornito lo screening seriologico gratuitamente a tutti. Abbiamo poi provveduto alla sanificazione costante degli ambienti, installato il plexiglass per garantire il distanziamento” spiega Gabriele Rusconi, managing director e board member di Rovagnati.

Per gratificare i dipendenti durante un periodo così difficile, l’azienda ha raddoppiato in busta paga il bonus spesa. “In questi mesi abbiamo rilevato una diminuzione dell’assenteismo del 5%. I nostri collaboratori hanno dimostrato un impegno addirittura maggiore nel contribuire al buon andamento della nostra attività” continua Rusconi. Mentre per quanto riguarda la distribuzione e consumo del prodotto c’è stato un aumento della vendita del prosciutto in vaschetta del 15% e una diminuzione analoga della vendita in gastronomia per una maggiore attenzione alla sicurezza. A proposito di aiuti a ospedali e istituzioni Claudia Rovagnati, proprietaria e moglie del fondatore Paolo, racconta: “Me ne sono occupata di persona con la Fondazione Paolo Rovagnati. Abbiamo dato aiuti alla Croce Bianca di Biassono, alla Caritas di San Vincenzo, agli Ospedali di Bergamo e Lecco a cui abbiamo fornito anche i nostri camici nelle giornate di massima emergenza. Abbiamo inoltre aiutato il Banco alimentare regalando i nostri prosciutti”. Nel 2019 il gruppo Rovagnati ha chiuso con un fatturato di 300 milioni e per il 2020 prevede un aumento del 3%. Irene Consigliere

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