Sport

Sorteggi Champions, Juventus e Napoli: la strada più dura. Atalanta, col Psg non è impossibile

sorteggi-champions,-juventus-e-napoli:-la-strada-piu-dura.-atalanta,-col-psg-non-e-impossibile

La strada più dura per Juventus e Napoli. Quella più suggestiva, anche se non certo in discesa per l’Atalanta. Il tabellone della Champions più pazza della storia si è divertito: da una parte tutti i favoriti principali, dall’altra gli outsider di lusso, 26 Champions vinte contro 0, per un sorteggio decisamente sbilanciato. E niente duello possibile tra Ronaldo e Messi nella finalissima a casa del portoghese.

La finale a 8 di Lisbona può mettere subito di fronte la Juve a uno degli allenatori che sognava per il dopo Allegri: Zidane o più probabilmente Guardiola, fonte di ispirazione e anche metro di paragone per il calcio di Sarri. Certo, prima c’è da rimontare il Lione e non è così scontato. Ma se vuole sollevare la Coppa 24 anni dopo, la Juve deve fare molto di più, perché il Real è in grande crescita e può tentare la rimonta in casa del City dopo il 2-1 del Bernabeu. Se andasse bene, in semifinale Ronaldo potrebbe ritrovare Messi: sempre che il Barça ritrovi unità e incisività per battere il Napoli, oppure il Bayern Monaco di Lewandowski, che ha già un piede e mezzo ai quarti dopo l’andata degli ottavi contro il Chelsea.

È una Champions da duri, ovviamente anche per Gattuso, che si gioca il tutto per tutto al Camp Nou dopo l’1-1 dell’andata: difficile, non impossibile contro un Barcellona che sta perdendo la Liga e cercherà di riscattarsi in Europa. L’Atalanta ha un tabellone già chiaro, un vantaggio non da poco: come è chiaro che il Psg sulla carta sarebbe favorito contro i bergamaschi, ma dopo cinque mesi di stop e in una partita secca non lo è affatto, anche se Mbappé e Neymar fanno paura. Se la squadra di Gasp, con il suo ritmo infernale, farà un’altra impresa allora se la vedrà con la vincente della sfida tra Nagelsmann e il suo Lipsia dei miracoli privo del bomber Werner e l’Atletico di Simeone, favorito in tutti i casi per un posto in finale dopo aver battuto il Liverpool campione in carica ad Anfield. Nessuno ha lo spirito e il curriculum di outsider più solido del Cholo (tre finali perse su tre per l’Atletico nella storia). E dall’altra parte nessuno ha investito tanto sulla Champions come Juve, Psg o City. Filosofie diverse, per una Coppa che potrebbe seguire strade insolite e ha una grande mina vagante: il Bayern che è ripartito prima di tutti, ha stravinto la Bundesliga e ora sta facendo una preparazione mirata per la Champions.

Per nulla banale anche il percorso di Inter e Roma in Europa League. Già gli ostacoli iniziali — Getafe per i nerazzurri e Siviglia per i giallorossi — sono tutt’altro che semplici da superare. Leverkusen per Conte e Wolverhampton per Fonseca sono gli avversari peggiori per i quarti di finale e probabilmente non solo per i quarti. Solo il Manchester United di Pogba, in ascesa in Premier League, è più duro: toccherà eventualmente alla Roma, mentre il pericolo per l’Inter in semifinale è soprattutto legato alle tedesche (Wolfsburg e Francoforte). Il sogno, proibito ma fino a un certo punto con questa formula, è quello di una finale tutta italiana, remake di quella uefa del 1991 vinta dai nerazzurri. Roba d’altri tempi, in un trofeo mai vinto da nessuna delle nostre squadre. Ma con una formula così particolare, mai dire mai.

10 luglio 2020 (modifica il 10 luglio 2020 | 14:08)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *