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Shamrock-Milan, dove vederla e formazioni. Andare in Europa per vivere da Champions

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Shamrock Rovers (4-4-2): Mannus; Marshall, Lopes, Grace, Lafferty; Byrne Finn, McEneff, O’Neill; Burke, Green. All. Bradley.

Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Calabria, Kjaer, Gabbia, Theo Hernandez; Kessie, Bennacer; Castillejo, Calhanoglu, Saelemaekers; Ibrahimovic.

Arbitro: Farkas (Ungheria)

Tv: ore 20, Dazn.

I settemila seggiolini (vuoti) del Tallaght non saranno gli 80mila del Bernabeu o i 75mila dell’Old Trafford, così come lo Shamrock Rovers non avrà il fascino del Real Madrid o del Manchester United, ma due anni dopo è di nuovo Europa. E dopo tutto questo tempo a guardar gli altri, il ritorno al calcio internazionale non può che riportare il Milan e i milanisti a riassaporare finalmente i bei tempi passati, quando l’Europa era «il giardino». A rinnovare la celebre definizione di Berlusconi è stato ieri Pioli, alla vigilia del secondo preliminare di Europa League di stasera a Dublino: «Le coppe sono sempre state il nostro habitat naturale, tre settimane di preparazione non sono tantissime, ma vogliamo arrivare a tutti i costi ai gironi».

Visto così, lo Shamrock non sembra onestamente attrezzato per il colpaccio. Ma non si sa mai. Specie quando si tratta di gara secca, da dentro o fuori. C’è poi un dettaglio da non trascurare: per Ibra e soci è il debutto stagionale, mentre gli irlandesi dopo 11 partite sono in testa al loro campionato. Il loro allenatore, Bradley, ci crede: «Possiamo far male». A completare il quadro è il Liffey, il fiume color birra scura che taglia a metà Dublino: in questi giorni è spazzato da un vento brusco e freddo che arriva dal mare. Quasi che anche il meteo stia avvisando i rossoneri: occhio, non sarà un passeggiata.

L’obiettivo del Milan è l’Europa, ma quella vera: la Champions. Due le strade: i primi quattro posti in campionato oppure vincere l’Europa League. Fallire la missione anche quest’anno sarebbe un guaio serissimo, anche perché un’altra annata fuori dall’élite significherebbe una botta tremenda per i conti già complicati e quindi l’addio pressoché certo di alcuni leader. Primo fra tutti Donnarumma, stasera capitano per via dell’infortunio di Romagnoli, assente al pari dello squalificato Rebic e di Leao che è in quarantena. Nemmeno convocato Paquetá: è a un passo dalla cessione. Il braccio di ferro con Raiola per il rinnovo del contratto è già iniziato, ma la trattativa entrerà nel vivo solo in autunno. Lo scenario però è già chiaro: Gigio, milanista dentro, chiederà un corposo aumento rispetto ai 6 milioni attuali: si può chiudere a 7-8.

Perché la sua intenzione sincera è restare. Ma solo a patto che il Milan torni davvero a competere per grandi traguardi. Entusiasmarsi per un preliminare di Europa League deve essere un’eccezione, non la normalità.

16 settembre 2020 (modifica il 16 settembre 2020 | 23:19)

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