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Un vertice convocato d’urgenza alle quattro del pomeriggio a Palazzo Chigi per discutere della ripartenza della scuola. E subito dopo, sempre in quella sede, un’altra riunione tra premier e capidelegazione dei partiti di maggioranza per condividere la linea su scuola e migranti. Così a tre settimane dall’inizio dell’anno scolastico, il premier Giuseppe Conte riunisce i ministri Lucia Azzolina (Istruzione), Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti), Roberto Speranza (Salute), Francesco Boccia (Affari Regionali), il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli e il commissario per la Scuola, Domenico Arcuri.

Si discute, si limano gli ultimi dettagli, consapevoli che sia una corsa contro il tempo. Tuttavia le incognite sono ancora diverse: il ritardo della consegna dei banchi monoposto, la predisposizione, da parte degli enti locali, di spazi in cui tenere le lezioni, per non parlare della difficoltà nel mettere a punto il servizio di trasporto per portare i ragazzi a scuola mantenendo un metro di stanza. E poi c’è un numero che ricorre nel corso del vertice: i casi critici potrebbero riguardare 150 mila studenti. Un numero che va letto mettendolo in rapporto con la carenza di aule.

Sia come sia, Arcuri rassicura che i banchi monoposto verranno consegnati in tempo. È di ieri la notizia che ad alcuni edifici scolastici della Capitale sono stati già recapitati. Tuttavia il rebus più difficile da risolvere resta quello dei trasporti. Non c’è ancora un protocollo. Non è un caso allora se oggi si rivedranno De Micheli, Speranza, Azzolina e Boccia per redigere le linee guida con cui poi l’esecutivo si confronterà con le Regioni.

Raccontano che nel corso del vertice a Palazzo Chigi la titolare del dicastero dei Trasporti avrebbe chiesto un allentamento per quanto riguarda la capienza sui mezzi di trasporto. L’obiettivo sarebbe quello di alzare l’asticella dal 50 al 70 per cento. Al momento però il Comitato tecnico scientifico frena sul distanziamento all’interno di bus e metrò e non intende concedere alcuna deroga al metro, anche con obbligo di mascherina. Stando al Cts, le due soluzioni sulle quali lavorare sono l’utilizzo dei separatori sui mezzi del trasporto pubblico locale e la differenziazione degli orari scolastici. Non ci sta il presidente della Liguria Giovanni Toti: «Dal governo continuano ad arrivare solo regole inapplicabili, come il metro di distanza sui bus, inattuabili, come i distanziatori, e tardive, manca meno di un mese all’inizio della scuola».

Nel frattempo, proprio sulle linee guida per la ripartenza della scuola, interviene Massimo Galli. Il direttore del dipartimento Malattie infettive del Sacco di Milano sostiene che la misurazione della temperatura debba essere fatta a scuola. Mentre Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova, dichiara che «solo un ipocrita può pensare che un bimbo di 6 anni possa tenere la mascherina per 6 o 8 ore al giorno».

24 agosto 2020 (modifica il 25 agosto 2020 | 15:41)

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