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Scioglimento ghiacciai, recuperate ossa e i resti di un aero scomparso da mezzo secolo

Con lo scioglimento dei ghiacciai, la natura sta restituendo resti umani, ossa e anche un aereo scomparsa da oltre mezzo secolo.

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Image of North and North-West face of Liskamm (Lyskamm) 4527m. Prominent glacier is Grenzgletscher (at the higher point) and Gornergletscher at the lower end.

Lo scioglimento dei ghiacciai ha consentito il recupero di resti e ossa umane e di un aereo scomparso da circa mezzo secolo.

Scioglimento ghiacciai, recuperate ossa e i resti di un aereo scomparso da mezzo secolo

Se da un lato l’allarme sul fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai si fa sempre più pressante, dall’altro ciò che sta riemergendo dalla massa ghiacciata appare straordinario.

Il progressivo scioglimento dei ghiacciai svizzeri, ad esempio, ha riportato alla luce resti umani e la carcassa di un aereo disperso da 50 anni, secondo quanto rivelato da The Guardian. Pare, infatti, che due alpinisti francesi abbiano trovato ossa umane mentre erano impegnati a scalare il ghiaccio di Chessjen nel cantone meridionale del Vallese. I resti sono stati trasferiti in elicottero all’istituto forense, come indicato dalla polizia locale. Lo scheletro, in particolare, è stato individuato nei pressi di un vecchio sentiero in disuso da circa un decennio.

Pochi giorni prima, un altro corpo è stato recuperato sul ghiacciaio Stockji, nelle vicinanze di Zermatt, a nord-ovest del Cervino. In entrambi i casi, la polizia ha riferito che sono in corso le analisi del DNA.

Oltre ai corpi, è stato recuperato anche un aereo che si era schiantato sul ghiacciaio dell’Aletsch, nel Mönch, a giugno 1968.

La marmotta mummificata

La fusione dei ghiacciai alpini ha consentito anche il recupero di una marmotta mummificata, ritrovata da una guida alpina sul Monte Rosa, in corrispondenza della cresta che unisce il Lyskamm occidentale a quello orientale.

“Stavo accompagnando un cliente, eravamo nella fase di discesa, quando a un certo punto l’ho notata sui sassi. Eravamo a circa 4.200 metri di quota. L’ho fotografata e ho avvisato il Corpo forestale”, ha raccontato la guida alpina Corrado Gaspard.

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