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Sciarroni estrae corpo, tempo, danza a gioco in Sferisterio

Firenze, ‘Pallone al bracciale’ ispira arte per Fabbrica Europa

(ANSA) – FIRENZE, 03 GIU – Una nuova creazione, prodotta da Fondazione Fabbrica Europa a Firenze, trae origine dall’antico gioco del Pallone al bracciale e il coreografo Alessandro Sciarroni, che l’ha ideata, vi indaga i concetti di tempo e di durata, portando il corpo di un performer a misurarsi con la dedizione, la resistenza, l’energia. Succederà dal 10 al 12 giugno allo Sferisterio delle Cascine di Firenze in via del Fosso Macinante (dalle ore 21.30 alle ore 24, ingresso libero).

    ‘Play’ è il nome della performance – installazione di Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia, che attinge alla memoria e alla tradizione per dare vita a un nuovo e del tutto personale segno artistico nello Sferisterio, 80 metri di lunghezza e 18 metri di larghezza. Il pubblico vede un performer – giocatore di Pallone al bracciale – che da solo permea di solitudine questo imponente spazio. Con il pesante manicotto di legno puntuto, la palla di cuoio viene scagliata con vigore sul muro d’appoggio. La potenza dei palleggi insiste, incessante. “La leggerezza e l’agilità nei piedi e nelle gambe e la forza nelle braccia – spiega una nota -, creano un dispositivo dinamico che, nel movimento di un corpo teso, scattante e armonioso e nel carambolare della palla sul muro, trova una danza. Lungo il muro sono poste tre telecamere a rapire i dettagli dello sforzo, del fluire delle movenze, della capacità di controllo nel possente colpo inferto. Le immagini proiettate sull’alto muro, fanno entrare lo spettatore nel gioco, restituendo la soggettiva dello sguardo del performer.

    Microfoni captano e amplificano l’impatto della palla sul bracciale e sul muro, o a terra. Un suono duro, sordo e sempre più forte che si intreccia al tappeto sonoro”. Il Pallone al bracciale, “storicamente un gioco di squadra, viene qui restituito in una dimensione solitaria. Un essere umano solo in uno spazio enorme gioca la sua personale partita. La solitudine di un corpo che sfida i propri limiti espande il vuoto riempiendolo di potenti ed emozionanti echi e risonanze”.

    (ANSA).

   

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