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Schwazer, perché il complotto è possibile: dai valori Dna anomali alle provette incustodite

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Rimane una sola spiegazione: manipolazione delle provette di urina e, di conseguenza, complotto contro Alex Schwazer e il suo allenatore, Sandro Donati, memoria storica dell’antidoping italiano, ordito è realizzato dalle due istituzioni internazionali protagoniste della vicenda: Iaaf e Wada. Più di tre anni di lavoro e tre perizie del genetista Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma scelto dal Gip del Tribunale di Bolzano per fare luce su questa incredibile vicenda, oltre a una sequenza impressionante di fatti — che partono addirittura da dicembre 2015, prima del controllo «fatale» a Schwazer — smontano tutte le altre ipotesi prese ovviamente in considerazione dall’esperto della giustizia ordinaria in sede di incidente probatorio. (QUI le altre possibili spiegazioni — a parte il complotto — alla positività di Schwazer).

La perizia sul Dna

Il cuore della perizia chiesta dal Gip di Bolzano Walter Pelino è la concentrazione di Dna presente nelle urine del marciatore altoatesino, oro olimpico a Pechino 2008 e rientrato alla grande in attività dopo la prima squalifica per doping (oro a squadre nella 50 km di marcia a Roma a maggio 2016), prima di essere di nuovo fermato alla viglia dei Giochi di Rio de Janeiro e poi squalificato per 8 anni. Il valore del Dna è un valore pazzesco, abnorme, venti volte superiore (!) ai livelli considerati normali. «È la concentrazione di un marziano?» arriva beffardo a chiedersi in udienza persino lo stesso giudice Pelino. Non è il valore di un marziano, è chiaro: semplicemente, è un valore che la fisiologia umana non può spiegare. Siamo di fronte a un’anomalia clamorosa che non è dovuta al super allenamento, come sostenuto da Iaaf e Wada, che anzi riduce i valori del Dna di un atleta; e nemmeno da patologie varie che, peraltro, Schwazer in quel periodo non ha mai accusato. Si può spiegare, quel valore assurdo, solo con un intervento esterno mirato, preciso, chirurgico. Fatto da mani esperte e capaci per colpire due personaggi, uno più scomodo dell’altro, in un colpo solo.

Le provette

Sospetti e dubbi atroci nascono da lontano, quasi cinque anni fa. Quando la decisione della Wada di controllare Schwazer il giorno di Capodanno 2016 arriva appena un’ora dopo la testimonianza di Alex al tribunale di Bolzano contro gli atleti russi e i medici di IAAF e Fidal. Siamo a metà dicembre e subito si decide, con 15 giorni di anticipo e citando il nome del controllato, di andare dritti su Schwazer. Il prelievo viene realizzato l’1 gennaio 2016 dalla ditta Gqs e l’incaricato, redigendo il verbale di consegna (la famigerata catena di controllo) dichiara di custodire egli stesso le provette di urina e di consegnarle poi a mano l’indomani, 2 gennaio, al laboratorio di Colonia presso il quale verrà poi eseguito l’esame. Otto mesi dopo, davanti al Tas di Losanna, l’ispettore fornirà un’altra versione, quella vera: e cioè che ha lasciato le provette nel frigorifero della ditta Gqs alle 15.30 dell’1 gennaio e se n’è andato a casa. Nessuna consegna a mano a Colonia il giorno dopo e provette rimaste incustodite per 15 ore all’interno di un piccolo ufficio nel quale diverse persone (almeno 6 ma sicuramente di più) avevano libero accesso. Ancora: a Bolzano parte l’inchiesta e subito Gip (Pelino) e pm (Giancarlo Bramante) si convincono che le provette di urina di Schwazer sono fondamentali e così chiedono alla Wada di avere un campione. Davanti al netto rifiuto dell’organismo antidoping (non è rimasto liquido sufficiente, dicono: in realtà ne conservano tre volte tanto la quantità dichiarata, 18 ml e non 6) la magistratura italiana è costretta ad avanzare una rogatoria internazionale in Germania per ottenere quei campioni dal laboratorio di Colonia.

Le email con la parola «plot»

Nel frattempo, grazie a Fancy Bear (gruppo di spionaggio informatico russo) viene a galla una lunga serie di email tra Iaaf, Wada e laboratorio di Colonia e in una di queste Iaaf e Wada si scrivono, riferendosi al laboratorio: «Ma hanno capito o no che sono coinvolti come noi nel complotto?». Alla fine devono arrendersi e su ordine della magistratura tedesca consegnare una parte dei campioni A e B delle provette di Schwazer a quella italiana.

La consegna

Ma il giorno dell’appuntamento succede l’inverosimile: il direttore del laboratorio, spalleggiato dagli esperti di Iaaf e Wada, consegna una parte del campione A delle provette e poi si presenta con un altro campione che non ha alcuna dicitura ed è «sigillato» solo con un tappo di gomma. Una scena inaudita. E soltanto la durissima presa di posizione del colonnello Lago, in contatto telefonico con il Gip Pelino, costringe dopo un’accesa discussione il direttore di Colonia a consegnare anche il campione B (ma non consentirà al comandante del Ris d Parma di entrare con lui nel luogo della conservazione delle provette). Si arriva, infine, al dibattimento e alle perizie che indicano la strada della manomissione delle provette come unica ipotesi per spiegare ciò che diversamente non è invece giustificabile.

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Game over

L’ultimo colpo di teatro arriva nell’udienza di un anno fa, che si rivelerà un boomerang per la Wada e per la Iaaf: una nuova analisi che sarebbe stata fatta a Schwazer dalla stessa Agenzia in cui comparirebbe di nuovo quel valore abnorme di Dna nelle urine. In aula però la presunta «prova» viene rapidamente demolita in quanto totalmente inaffidabile e priva di qualunque documentazione indispensabile: nessuna indicazione riguardo al metodo e nessuna indicazione sulla quantità di urina analizzata. La pietra tombale la mette il colonnello Lago, che definisce quel risultato «disumano, fuori dal mondo, non credibile». Come si intuisce, complotto non troppo difficile da realizzare, avendone la volontà e gli obiettivi. Ora tocca a Gip e pm: se il Tribunale di Bolzano deciderà di archiviare la posizione di Alex Schwazer, il terremoto che si aprirà sotto i piedi dell’intero sistema sportivo mondiale potrebbe essere di proporzioni inimmaginabili.

15 settembre 2020 (modifica il 15 settembre 2020 | 13:06)

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