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Scandalo Dieselgate: Volkswagen rischia cause in tutti i Paesi europei

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato che in caso di produzione illecita, il danno si concretizza al momento dell’acquisto, ovunque esso avvenga. Perciò Volkswagen può essere citata in giudizio nei tribunali di qualsiasi Stato dell’Ue.

La difficile situazione di Volkswagen si è fatta ancora più complessa. La casa automobilistica coinvolta nello scandalo emissioni del 2015 potrà essere portata davanti ai tribunali di ogni Stato membro dell’Unione Europea.

La sentenza della Corte di Giustizia arriva in seguito a una causa portata avanti dall’associazione austriaca dei consumatori Vki,  che ha citato il colosso di Wolfsburg al tribunale di Klagenfurt, chiedendo un risarcimento per 574 clienti che avevano acquistato vetture equipaggiate con il propulsore ‘truccato’ EA 189.

Secondo l’associazione, quelle vetture erano da considerarsi “difettose in partenza” e i consumatori, se avessero saputo del difetto, non avrebbero acquistato le auto o avrebbero ottenuto un prezzo inferiore. Perciò Vki ha richiesto un pagamento di 3,6 milioni di euro di danni per i suoi clienti, la differenza tra il valore reale dell’auto difettosa e il prezzo pagato.

Volkswagen ha contestato la competenza del tribunale austriaco, che si è rivolto alla Corte di Giustizia di Lussemburgo. In generale, nell’Ue sono competenti gli organi del paese in cui ha sede il soggetto contro cui viene intentata l’azione legale.

Nelle cause civili, però, il diritto comunitario attribuisce una competenza speciale al Tribunale del luogo in cui il danno si è concretizzato e quello dove si è verificato l’evento scatenante dello stesso. Se nel secondo caso si tratta chiaramente della Germania, dove ha sede Volkswagen, nel primo caso si tratta dell’Austria, perché lì sono stati acquistati i veicoli.

“Il danno si è concretizzato solo al momento all’acquisto dei veicoli, per un prezzo superiore al loro valore reale” sostengono i giudici. La Corte osserva anche che il costruttore che ha venduto veicolo in altri stati “può ragionevolmente attendersi di essere citato nei tribunali degli stessi”.

Svolta ambientalista

Colpita profondamente dallo scandalo Dieselgate, Volkswagen ha deciso negli ultimi anni di dare una svolta ambientalista alla sua produzione, abbandonando gradualmente la produzione di veicoli diesel e a benzina in favore di ibrido ed elettrico, con l’idea di avere solo queste due alimentazioni nella gamma di modelli entro il 2026.

Da poco il colosso automobilistico ha annunciato di voler convertire la sua fabbrica di Emden, in Germania, alla sola produzione di veicoli elettrici. Un investimento da un miliardo di euro, che fa seguito alla rimozione delle linee di produzione di veicoli a benzina e diesel nella fabbrica di Zwickau, al costo di 1,2 miliardi.

La casa di Wolfsburg si sta impegnando per ricostruire un’immagine eco-friendly, con l’idea di lanciare almeno 20 nuovi modelli ibridi o elettrici entro il 2025. Una strategia che potrebbe rivelarsi cruciale, visto il notevole aumento delle vendite di questo tipo di veicoli rispetto all’anno precedente.

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