santanche-e-il-suo-twiga:-«non-prendo-lezioni-di-regole,-anche-la-polizia-mi-fa-i-complimenti».-e-sul-suo-ex-sallusti:-«non-gli-rispondo»

«A me vengono a fare lezioni sul coronavirus? Io qua ho i complimenti di tutte le forze dell’ordine della Versilia che hanno fatto i controlli, ho il riconoscimento di tutte le Asl per come ci siamo comportati al Twiga, ho anche le telefonate con Patuanelliiiiii». Mentre evoca nientemeno che l’interlocuzione con un esponente del (da lei) odiato governo giallorosso quasi urla, Daniela Santanchè. Nei giorni in cui finisce sul banco degli imputati per quella delicata faccenda che l’ha vista miglior attrice non protagonista nella pièce Briatore, ruolo che si è ritagliata dopo aver detto in tv (a In Onda, da David Parenzo e Luca Telese) che l’amico Flavio era stato ricoverato per una prostatite, la Pitonessa ostenta un morso che s’è fatto ancora più velenoso del solito.

Che i provvedimenti per il contenimento del contagio fossero in grado di mettere “famiglie contro famiglie”, come il traffico nel film Johnny Stecchino, era messo in preventivo. Un po’ meno che la vicenda ferragostana delle discoteche riaprisse antiche ferite a destra, con Santanché finita al centro di un editoriale del Giornale firmato dal direttore Alessandro Sallusti, doppiamente visibile perché l’autore è anche il suo ex fidanzato. «Vedere un video della senatrice Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia che balla in pista senza mascherina invitando i ragazzi a fare altrettanti e a ribellarsi ai divieti, mi lascia perplesso. Parla da proprietaria di discoteche che deve salvare il fatturato della sua azienda o da senatrice che dovrebbe avere a cuore i giovani italiani che rischiano una brutta malattia?», annotava Sallusti il 18 agosto. Il giorno prima, dal suo profilo Instagram, la fidanzata del direttore del Giornale Patrizia Groppelli ripubblicava il video della Santanché danzante sulle note del tema del film “Paradise”, corredando il post da righe senza eufemismi: «Ve l’avevo detto del karma… Dopo questo video il karma esiste. E se mi conoscete sapete che non ho bisogno di rosicare. Il Covid è una roba seria, specialmente qui in Versilia. Quando ce vo’ ce vo’».

«Di queste cose e questi attacchi non parlo mica», ha risposto Santanchè agli amici. «Da destra non mi ha attaccato nessuno. Chi l’ha fatto, s’è mosso evidentemente per questioni personali», insiste senza ovviamente cadere nella tentazione di citare nessuno. Il suo negazionismo nei confronti del virus s’è trasformato in negazionismo del negazionismo; il suo invito alla ribellione in obbedienza cieca ai Dcpm del governo. «Che mi vengano a dire dove ho scritto o sostenuto che non bisognava rispettare le regole», ripete in continuazione. «Ma lo sapete o no che al Twiga si ascoltava solo musica e basta? Lo sapete o no che al Twiga c’era il divieto di ballare? Esistono su Instagram dei video in cui si vede la sottoscritta che apre la serata dicendo “signore e signori, qua quest’anno non si balla…”». Il video in cui a ballare era lei è evidentemente derubricato a danza leggera, con una distanza di sicurezza che andrebbe sottoposta al vaglio della sala Var di una partita di calcio (anche se le mascherine non c’erano, e questo si vedeva a occhio nudo).

E poi c’è il caso Briatore. «Ma l’avete letto il comunicato del San Raffaele, in cui si precisa che Flavio era stato ricoverato per altra patologia? Certo, loro per privacy non potevano citare la prostatite. Io, che avevo prima parlato con lui, sono stata più chiara…»”. Nessuna negazione, nessuna ribellione, niente, insomma. Dal banco degli imputati, Santanchè ripete in continuazione «lo giuro». L’altro giorno ballava Paradise, sulla strofa “you kiss me once / I’ll kiss you twice”, tu mi baci una volta, io ti bacerò due volte. Di baci in questa storia, però, non se ne vedono più.

27 agosto 2020 (modifica il 27 agosto 2020 | 18:14)

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