Sanremìa

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1608043077385.jpg--sanremo_2021__istruzioni_per_l_uso__amadeus_con_fiorello__26_big_e_tante_donne_per_la_rinascita_L’Italia corre verso la zona rossa. Lo dice Guido Bertolaso, consulente pandemico dell’assessora regionale lombarda Letizia Moratti, e non si capisce a che titolo.


Probabilmente sono gli effetti collaterali di un altro virus insidioso che si è abbattuto sull’Italia già provata dal Covid-19. Si chiama Festival di Sanremo e offre risonanza nazionale invece che una semplice consulenza gratuita con la Lombardia.

Nell’impeto di essere il Fiorello del Covid-19, Bertolaso dichiara inoltre che bisogna andare a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo in Eurovisione mentre l’assessora Moratti, preda di un rialzismo non sostenuto dai fatti, annuncia che ci saranno 170 mila vaccinazioni al giorno per raggiungere l’obiettivo dei 6,6 milioni di immuni lombardi entro giugno. L’ultima volta, alla Fiera ex Expo 2015, aveva parlato di 157 mila al giorno.

Se può interessare un raffronto con i dati, al 3 marzo 2021 la Lombardia ha vaccinato circa 143 mila ultraottantenni su 720 mila dal 31 dicembre 2020. Quota 100 mila è stata raggiunta il 26 febbraio. Ciò significa che in cinque giorni si è proceduto a una media poco superiore agli 8 mila over 80 al giorno. Di questo passo, ci vorrebbero 72 giorni a partire da oggi per proteggere la fascia più esposta ai decessi. Si andrebbe così di un mese oltre l’obiettivo (prima metà di aprile) promesso dal trio Fontana-Moratti-Bertolaso.

Ma questo spiacevole ritardo non si verificherà se andremo a battere i pugni sui tavoli di Bruxelles. È una novità che sostituisce il battere i pugni a Roma, dove Arcuri è stato sostituito da un generale, poco incline per mestiere a farsi battere i pugni, e dove Conte è stato rimpiazzato da Draghi con il sostegno di Forza Italia e Lega, i due partiti che comandano in Lombardia.

Ma basta con le tristezze virali.

foto_orietta_bertiLeggere i siti di informazione questa settimana significa fare lo slalom tra le notizie sul Festival di Sanremo. Finora l’evento più traumatico riguarda Orietta Berti, inseguita da tre volanti della polizia in violazione del coprifuoco alle ore 22.05. La pericolosa delinquente emiliana è stata assicurata alla giustizia.

In questa fase della pandemia il Festival assume inevitabilmente una tonalità patriottica declinata sulla resistenza. La commozione impera e, sul palco e dietro le quinte, già piangono tutti dopo un paio di giorni di gara. Eppure nel corso del tempo Sanremo è diventato un evento divisivo. C’è chi lo guarda per principio e chi non lo guarda per il principio opposto. Poi c’è la solita maggioranza silenziosa cerchiobottista che un po’ lo guarda e un po’ non lo guarda, gente incapace di ideologia.

Ogni anno si ripropone un tema di coscienza che è poi il vero movente del festival da quando il sistema produttivo della canzone italiana ha perso centralità nel sistema della musica leggera mondiale.

Sanremo racchiude tutti i dilemmi etici più amati dagli italiani. È giusto pagare tanto Amadeus e Fiorello? Il voto della giuria popolare è una truffa? Com’è possibile che Achille Lauro si vesta come Renato Zero quarant’anni dopo? Orietta Berti può usufruire dell’indulto?

Le risposte a queste domande (rispettivamente, no, sì, mah e 41 bis) anticipano la nuova ondata di chiusure che inizierà quando Sanremo sarà finito e la gente vorrà di nuovo uscire di casa ma non potrà.

Infine, un piccolo parallelo storico. L’anno scorso il festival della canzone si è tenuto nella prima settimana di febbraio, quando la parola epidemia era legata alla città di Wuhan. Era un morbo che sarebbe rimasto dall’altra parte del mondo ad ammazzare un po’ di cinesi mangiatori di pipistrelli.


Invece dello slalom, sui siti di informazione si poteva fare la discesa libera, dritto lungo un percorso dove c’era spazio soltanto per Sanremo e per un grave incidente ferroviario (6 febbraio) sulla linea del Tav nel lodigiano dove in quel momento il Sars-Cov-2 già circolava in modo massiccio a insaputa di tutti e dove sarebbe esploso con il caso del “paziente uno” il 18 febbraio seguente.

Anche Sanremo 2020 è finito nella lista dei grandi diffusori di contagio insieme ad Atalanta-Valencia e alla fiera del fieno di Orzinuovi di galleriana memoria.

PS


È in corso, con molto meno clamore, il Sanremo della letteratura ossia il premio Strega. È forse più giusto dire che Sanremo è lo Strega della musica leggera perché lo Strega nasce nel 1947 ed è quindi maggiore di quattro anni rispetto al festival della canzone (1951).


A parte questo distinguo di vello caprino, la somiglianza è impressionante.