Salute

Salvato dal batterio mangiacarne: trapianto di pelle contro la fascite necrotizzante

salvato-dal-batterio-mangiacarne:-trapianto-di-pelle-contro-la-fascite-necrotizzante

100 giorni di ricovero e un trapianto di pelle per salvare un uomo dal batterio “mangia carne”, l’infezione che stava divorando i tessuti del signor Christian chiamata “fascite necrotizzante”.

10 operazioni

L’uomo di 47 anni è stato preso in cura dal dottor Mario Cherubino, Professore Associato di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università dell’Insubria e responsabile della Microchirurgia e Chirurgia della Mano. Dopo essere tornato a casa reduce da un’operazione alla schiena, aveva continuato a sentirsi stanco e spossato. Il 7 marzo è svenuto ed è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese: gli organi stavano cedendo uno a uno e la situazione stava precipitando, quando si è deciso di tentare un intervento inedito e complicatissimo per salvargli la vita: il dottor Cherubino ha tolto tutta la pelle intaccata, dalla coscia alla spalla, ha e ripulito i tessuti infetti in cinque ore, il primo intervento cui seguiranno altre nove operazioni di ricostruzione della pelle, le ultime due di autotrapianto con pelle del paziente . Alla fine, dopo 100 giorni, Christian è tornato a casa, guarito. Non ricorda nulla di quei drammatici giorni, come invece fa la moglie, che è stata al suo capezzale fino alla chiusura degli ospedali per Covid il 14 aprile.

Che cos’è la fascite necrotizzante

Per 27 giorni è stato ricoverato in terapia intensiva e ora dopo 97 giorni di ricovero, ha perso 20 chili e tutta la massa muscolare che ora sta faticosamente recuperando, ma si è salvato. La fascite necrotizzante, provocata dai cosiddetti «batteri mangia carne» è una rara e gravissima infezione dei tessuti sottocutanei che, se non trattata bene e in modo tempestivo può portare a setticemia fino alla morte del paziente. Nella fascite necrotizzante, i batteri, attraverso una ferita, infettano il tessuto connettivo che permea il corpo umano (fascia). La malattia, di natura batterica, si sviluppa in modo rapido e aggressivo causando vescicole, bolle fino a necrosi dei tessuti sottocutanei, choc settico, morte. Se identificata in tempo può essere trattata con antibiotici e chirurgia, ma molti pazienti perdono comunque gli arti nonostante il trattamento e il 25-30% muoiono.

Colpisce persone immunodepresse

I batteri, anche se chiamati «mangiacarne» in realtà non si nutrono della carne ma la distruggono e la decompongono attraverso il rilascio di potenti tossine. La malattia può essere provocata da un’ampia varietà di batteri. Il più comune è lo streptococco, altri sono E.coli, Staphylococcus aureus, Aeromonas hydrophila, Clostridium e Klebsiella. La malattia è comunque estremamente rara, anche per chi è esposto ai batteri che possono trasmetterla. La maggior parte delle persone che contraggono la fascite necrotizzante sono immunodepresse. Il modo migliore per prevenire l’infezione è ripulire le ferite, anche le più superficiali. In genere si contrae più facilmente in acque contaminate se si hanno ferite aperte.

27 giugno 2020 (modifica il 27 giugno 2020 | 11:54)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *