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Nel giardino di casa sua, Rafa Nadal non è mai stato così preoccupato:«Le condizioni sono molto molto dure. Fa freddo e le palle sono completamente diverse: pesanti, lentissime. È una situazione estrema per giocare un torneo all’aperto». Lo spagnolo è il re del Roland Garros, ma quello del 2020 sarebbe un titolo — il tredicesimo sulla terra di Parigi — diverso: a cominciare dal periodo in cui si gioca. Si inizia oggi e si chiude l’11 ottobre, l’autunno inoltrato non è paragonabile come clima alla fine di maggio, e già nella giornata di apertura è prevista pioggia: gli organizzatori, però, una volta accertata l’impossibilità di giocare nel solito slot a causa della pandemia si sono affrettati a «prenotare» settembre, pur di giocare. In Francia, però, la situazione contagi non fa stare tranquilli: dagli 11.500 accessi giornalieri previsti agli impianti, si è scesi a 1.000 complessivi. Sarà un terzo (e ultimo) Slam del 2020 a porte quasi chiuse.

Di sicuro, Rafa o non Rafa, non ci sarà la stessa finale del 2019, visto che il sorteggio ha messo Dominic Thiem — recentemente vincitore agli US Open — dalla stessa parte di tabellone dello spagnolo. Poteva andare molto meglio all’austriaco, che già al primo turno non avrà un match scontato con Cilic. Affascina un ottavo tra Nadal e Fognini (a Montecarlo, lo scorso anno, vinse l’azzurro), ma andranno verificate le condizioni di Fabio, che sta recuperando dalla doppia operazione alle caviglie.

Sembra più tranquillo, nella parte alta, Novak Djokovic, convinto di poter prolungare l’incredibile serie di imbattibilità sul campo in questo 2020 striminzito, che non è un’imbattibilità totale solo per la squalifica di Flushing Meadows. Trionfasse anche a Parigi, com’era successo a inizio stagione a Melbourne, avvicinerebbe ulteriormente il secondo posto di Nadal nella classifica dei vincitori di Slam, al momento comandata da Federer con 20 tornei (QUI, la vita e la carriera di Roger) seguito da Nadal con 19 (e che quindi punta all’aggancio) e da Djokovic con 17. Per Nole, primo turno contro lo svedese Ymer.

E poi ci sono gli italiani, sempre tanti: ben 14 al via, dopo la qualificazione di Marco Cecchinato e Lorenzo Giustino nel maschile e di Martina Trevisan e Sara Errani nel femminile.A Jannik Sinner, che evidentemente hanno conosciuto anche a Parigi, l’onore di aprire il programma sul Centrale contro il belga David Goffin, testa di serie numero 11 del tabellone ma già sconfitto lo scorso anno a Rotterdam, seppur su un’altra superficie. Le speranze maggiori sono ovviamente riposte in Matteo Berrettini, nello stesso quarto di Djokovic: il romano debutta contro il canadese Pospisil. Non oggi, però, in un primo turno spalmato su tre giorni, e che — oltre Sinner — vedrà in campo altri sei azzurri in una giornata di apertura che ha in Murray-Wawrinka il duello più affascinante: Andreas Seppi (battuto da Musetti nel Challenger di Forlì) affronterà il figlio d’arte Sebastian Korda; Marco Cecchinato (semifinalista due anni fa a Parigi) trova l’australiano Alex De Minaur; per Stefano Travaglia c’è lo spagnolo Pablo Andujar; infine Lorenzo Giustino opposto al francese Corentin Moutet.

Nel femminile, dove la neo 39enne Serena Williams dà ancora la caccia al 24° Slam per agganciare Margaret Court, subito il derby azzurro tra Camila Giorgi e Martina Trevisan, che porterà sicuramente un’italiana al secondo turno, cosa non scontata in un momento poco felice per il nostro tennis femminile. Chi perderà già nel primo turno avrà comunque una piccola consolazione che arriva dal montepremi: sessantamila euro, il 30% in più del prize money dello scorso anno. Una scelta, quella dell’organizzazione di ridistribuire i premi, che ha come obiettivo quello di aiutare i giocatori di seconda fascia. I vincitori dei due tabelloni di singolare, infatti, guadagneranno 1,6 milioni di euro: lo scorso anno furono 2,3.

27 settembre 2020 (modifica il 27 settembre 2020 | 10:35)

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