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Nell’anno nero della filiera auto, la società di Cdp ha messo in campo tutti i suoi strumenti per scongiurare il ko della filiera. Mobilitate risorse per 7,5 miliardi. Ma non solo…

Se c’è un settore che più di altri è uscito con le ossa rotte dalla pandemia è proprio l’automotive. Mesi di lockdown e l’epslosione dello smart working hanno fatto letteralmente crollare il mercato, azzerando le immatricolazioni e creando un surplus di veicoli. Ora è tempo di gettarsi un po’ tutto alle spalle e provare a ripartire, ridando nuova linfa a un comparto che tra filiera e produzione è da sempre un motore dell’economia italiana, tanto da valere il 7% del Pil.

Ma Sace, il gruppo assicurativo della galassia Cdp e che insieme a Simest funge da polo per l’export di Made in Italy, non è stata di certo a guardare, impassibile, scendendo in campo. Come? Con nuove iniziative e operazioni dedicate alla filiera che si sono tradotte in circa 7,5 miliardi di euro di risorse mobilitate nei primi 9 mesi del 2020, destinati a export, processi di internazionalizzazione, sostegno alla liquidità e investimenti in Italia.

Tra le tante aziende della filiera automotive accompagnate nei loro progetti e nel loro percorso di crescita, Eurotranciatura, Dayco Europe, Sparco, Gnutti Carlo. Ma non ci sono solo le risorse finanziarie. L’azione di Sace si è sviluppata anche attraverso iniziative di accompagnamento e di confronto, due delle quali si sono svolte proprio la scorsa settimana.

Per esempio, “si è tenuto il 5 novembre il secondo evento di business matching organizzato da Sace, a cui hanno partecipato, insieme ad Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), 50 imprese italiane della componentistica e Ford Otosan – joint venture turca fondata da Ford Motor Company e Koc – attiva nella produzione, assemblaggio e commercializzazione di veicoli commerciali e ricambi”, si legge in una nota.

Ford Otosan ha peraltro beneficiato nel 2019 di una linea di credito a medio lungo termine di 62,5 milioni di euro garantita da Sace nell’ambito dell’operatività Push Strategy, il programma attraverso il quale Sace facilita il posizionamento delle imprese italiane nelle catene di fornitura di primari buyer esteri. Gli eventi di business matching organizzati dalla società “sono una parte integrante del programma, e consentono alle imprese italiane – soprattutto PMI – di incontrare i procurement team delle controparti estere e di accreditarsi come possibili fornitori. Ford Otosan ha dimostrato particolare interesse a incontrare produttori di componenti elettromeccaniche, batterie e relativi sistemi di raffreddamento e le aziende che realizzano componenti e tecnologie per three wheelers”, spiega ancora Sace.

Infine il 6 novembre si è tenuto un confronto a porte chiuse tra Sace e Anfia in cui il direttore di Anfia Gianmarco Giorda ha affrontato il tema delle sfide e delle prospettive per la filiera italiana dell’automotive aprendo riflessioni sulle possibili soluzioni per la ripresa del settore anche alla luce del futuro contesto in cui mobilità, elettrificazione e guida autonoma assumeranno un ruolo centrale.

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