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Riforma dello Sport, le Federazioni si ribellano. Spadafora: «Il treno non si ferma»
Malagò, 61 anni, numero 1 del Coni: «Azioni forti sì, sciopero no, non è nella mia cultura». (Ansa)

Lo sport su un fronte, il suo ministro su quello opposto. La guerra tra chi in Italia il movimento sportivo lo gestisce e chi invece è deputato a dargli un indirizzo politico è ormai senza quartiere.

Mercoledì le federazioni nazionali hanno espresso voto compatto contro il testo di riforma previsto dal ministro Vincenzo Spadafora, in attesa di essere esaminato dal Consiglio dei ministri. Testo giudicato «disarmonico, generatore di sovrapposizioni, duplicazioni e dispersioni di risorse, attribuendo compiti e ruoli a soggetti estranei all’ordinamento sportivo, con danno alla funzionalità di tutti». Pur astenendosi dal voto, anche due federazioni non vicine alla gestione Malagò (nuoto e tennis) hanno condiviso lo spirito del messaggio. «C’è una volontà assoluta non di scontrarsi ma confrontarsi — ha spiegato Malagò — ma siamo pronti a portare avanti le azioni necessarie escludendo gli scioperi che non fanno parte della mia cultura».

A rincarare la dose la lettera inviata a Spadafora da James McLeod, direttore delle relazioni con i Comitati nazionali del Cio, in cui si invita « il governo a trovare senza ulteriori ritardi una soluzione legale adeguata per porre fine a una violazione della carta olimpica». La violazione consisterebbe nell’intaccamento dei principi di autonomia dei comitati olimpici nazionali rispetto alla politica contenuti nel progetto di legge. La minaccia (solo sussurrata) è di un’azione nei confronti dei Giochi di Milano-Cortina. Sussurrata perché il Cio confida in una soluzione rapida del problema e perché le nazioni organizzatrici di grandi eventi con problemi reali di autonomia dello sport rispetto alla politica sono altre e ben numerose.

Gelida la risposta di Spadafora: «Non ho ancora letto il documento del Consiglio nazionale ma sono certo che le richieste saranno nel merito della legge delega. Sono costretto a spegnere le speranze di chi si augura che la legge si fermi o sia su un binario morto: stiamo procedendo nei tempi previsti, scioglieremo all’interno della maggioranza i pochi nodi ancora da chiarire e sono certo che in Consiglio dei ministri porteremo un testo condiviso e lungamente atteso dalla maggioranza dei lavoratori sportivi, degli atleti, degli enti, delle associazioni e delle società sportive». Distanze incolmabili? Il dialogo potrebbe riprendere già nel fine settimana a Imola dove, per i Mondiali di ciclismo, è prevista la presenza di Malagò, Spadafora e del presidente del Cio Bach.

23 settembre 2020 (modifica il 23 settembre 2020 | 23:02)

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