Regalo di Natale per imprese e partite iva: servono liquidità e lavoro

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di Domenico Armillei.

Si parla di un settore per la maggiore parte composto da piccole e medio imprese, che negli ultimi 10 anni, è stato falcidiato da una profonda crisi, diventata strutturale. Se i pochi grandi appalti avranno comunque un futuro alla fine dell’emergenza (per le grandi imprese), lo stesso non sarà per tutto il resto delle imprese che lavoravano con i privati, impegnate in ristrutturazioni, manutenzioni e realizzazioni di abitazioni, perché va considerata la probabile incapacità di tanti committenti a far fronte agli impegni.

I numeri del rapporto Censis e commercialisti parlano chiaro: 460.000 imprese piccole e medie , con un numero di addetti inferiore a 10 e con un fatturato minore di 500.000 euro sono seriamente minacciate dalla pandemia. Per loro il destino è la chiusura definitiva nel 2021 , che si tradurrebbe in una ingente perdita del giro d’affari e nella disoccupazione di almeno 1 milione di lavoratori.

Dinanzi alle gravi crisi, come quella in corso dalla primavera causata da una pandemia senza precedenti, i piccoli sono i primi a soccombere, con poche forze e strumenti per poter davvero sfidare le difficoltà, secondo vari studi buona parte delle PMI italiane starebbe già sull’orlo del fallimento, con prospettive davvero buie per il prossimo anno.

Manca liquidità e molti imprenditori non trovano ancore di salvezza. Le misure messe in campo dal Governo, infatti, rischiano di restare inefficaci.

Cosa dovrebbe fare il governo per le PMI ed evitare il loro fallimento:

  • semplificare e snellire le procedure per accedere ai vari Bonus e Super bonus Edilizi
  • contributo immediato dello Stato a fondo perduto in base al calo di fatturato indistintamente a tutte le partite iva
  • fondo di garanzia da parte dello stato per l’accesso al credito bancario, per far si che gli istituti diano liquidità a tutte le imprese in sofferenza, .
  • blocco della presentazione del Durc per un periodo temporale, per far si che l’artigiano o l’impresa si riesca ad allineare con i pagamenti retributivi arretrati.

Cosa ci guadagnerebbe lo stato:

  • partite iva che non falliscono, continuano a dare lavoro e a pagare le tasse.
  • non licenzierebbero,
  • cosa più importante, se non falliscono lo stato quanto risparmierebbe; non trovandosi a pagare la cassa integrazione ai dipendenti licenziati peri prossimi due anni?

Il blocco dei licenziamenti (31 Marzo 2021) è dietro l’angolo non c’è più tempo di aspettare, o si prendono in fretta provvedimenti seri o lo Stato ne pagherà in termini di costi, senza più possibilità di correre ai ripari.

Ieri ero presente alla manifestazione dei Commercianti, Ristoratori e Partite Iva a Piazza S. Silvestro a Roma e con rammarico ho notato che tanti altri settori in crisi non erano presenti in Piazza, non vi scordate che l’unione fa la forza, erano presenti sempre le solite categorie che stanno portando avanti questa protesta ormai da mesi in modo pacifico, l’unico gruppo a sostegno dei manifestanti è stato quello di Italexit con il proprio leader Gianluigi Paragone, inoltre hanno partecipato a sostegno Salvini della lega e Tajani di Forza Italia.