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Pugile ucciso ad Anzio, presi due fratelli marocchini: uno ha confessato

Roma, 21 lug — «L’ho ammazzato io, mio fratello non c’entra»: ha confessato dopo un interrogatorio durato tutta la notte Adam Ed Drissi, 21 anni, fratello di Ahmed Ed Drissi, 25. I due giovani marocchini sono accusati dalla Procura di Velletri di aver ucciso con una coltellata il pugile Leonardo Muratovic, 25 anni, fuori dalla discoteca La Bodeguita di Anzio. In attesa dell’interrogatorio di garanzia del gip e della convalida del fermo i fratelli Ed Drissi sono tenuti nel carcere di Velletri. Per loro le accuse sono di omicidio volontario in concorso aggravato.

Pugile ucciso ad Anzio, confessa un marocchino

I fratelli si sono presentati l’altro ieri accompagnati da un legale alla stazione dei carabinieri Gianicolense, per paura di ritorsioni. «Sono venuto a ribadire la mia innocenza» ha sottolineato il maggiore dei due. «Il coltello? Ce l’aveva il Vikingo» sostiene l’altro. Il Vikingo è, o meglio era, Muratovic, che si faceva chiamare così a causa del suo aspetto «scandinavo»: alto, biondo, pelle chiara, occhi azzurri. Secondo i due fratelli marocchini il pugile ucciso a coltellate aveva fama di bullo, di attaccabrighe. «Eravamo in spiaggia con un gruppo di amici quando arriva il pugile. Lui è con la fidanzata e un’altra coppia di amici». In passato gli Ed Drissi e il Vikingo avevano avuto alcune scaramucce: qualche commento sopra le righe, spintoni, guardi di sfida…

La rissa

Sabato notte alla Bodeguita, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Che c… c’hai da guarda’?». «Tu che ce sei venuto a fa’ da Aprilia?». Scatta la zuffa, i due buttafuori (che verranno feriti dal padre di Leonardo il giorno dopo), intervengono per dividere i contendenti. Quanto è successo negli attimi immediatamente successivi è ancora al vaglio degli investigatori, che hanno ascoltato una decina di testimoni e analizzato le immagini estrapolate dalle telecamere di sicurezza. Il pugile e il fratello più piccolo si scontrano in una nuova colluttazione, Muratovic si accascia sanguinando sulla recinzione della gelateria vicina. C’è un fuggi fuggi generale, e solo a quel punto gli addetti alla sicurezza chiamano i soccorsi. Leonardo arriva agli Ospedali riuniti di Anzio quando ormai non c’è più nulla da fare.

Nati in Italia ma di origine marocchina, gli Ed Drissi lavorano il primo in un ristorante come aiuto chef, l’altro in una pizzeria. Il 25enne, sposato e con un figlio, ha piccoli precedenti. Ilpiù piccolo, reo confesso, è incensurato.

Cristina Gauri

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