Salute

Programmare la spesa conviene. E fa bene anche alla nostra salute

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I n questo periodo tutti, chi più chi meno, ci siamo dovuti abituare a programmare gli acquisti di alimentari per evitare di doverci mettere troppo spesso in fila davanti a un supermercato o a un negozio. Ma questa abitudine, imposta da Covid-19, andrebbe conservata anche in futuro. «È facile intuire — spiega infatti Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatrice del Crea, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione — che programmare la spesa evita di ridursi a a comperare all’ultimo momento quello che troviamo sugli scaffali dei supermercati, a organizzare una spesa più salutare e anche a evitare di scegliere piatti pronti o pizze precotte che molte volte contengono ingredienti di bassa qualità nutrizionale».

Le conferme

Solo questione di buon senso? «Non soltanto, ci sono diversi studi in materia, in particolare uno pubblicato sull’International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, nel quale sono state analizzate le abitudini alimentari di più di 40 mila francesi, arruolati nell’ambito di un vasto studio osservazionale. In questa ricerca si è visto che chi decideva in anticipo che cosa mangiare aveva in genere una dieta più aderente alla linee guida nutrizionali per varietà dei cibi, e aveva più raramente problemi di obesità».

Nel carrello

Che cosa bisogna mettere, allora, nel carrello della spesa? «Per oltre la metà dovrebbero contenere alimenti di origine vegetale come verdura e frutta e preferibilmente stagionali, più ricchi dal punto di vista nutrizionale e che per di più sono di facile reperibilità e costano meno. A seguire i cereali: farro, orzo, pasta, riso e pane integrali, di cui è previsto un consumo quotidiano nei pasti principali, e i legumi, per un consumo a giorni alterni. Lo spazio rimanente del carrello va riservato ad alimenti di origine animale, pesce soprattutto -meglio se azzurro- da alternare a uova e carni bianche. E, attenzione, il vitello, al contrario di quello che molti credono non fa parte del gruppo delle carni bianche, ma è una carne rossa, come manzo, maiale, agnello che non andrebbero consumate più di due volte a settimana».

Frutta e verdura

Ma poi ce la si fa a mangiare tutta questa frutta e verdura così ben programmata? «La gente si spaventa quando si sente dire che deve mettere in tavola, ogni giorno, cinque porzioni tra frutta e verdura, ma bastano 80 grammi di insalata, in pratica un piccolo piatto, per fare una porzione; oppure 250 di spinaci, pesati a crudo: una volta cotti si trasformano in un pugnetto di cibo verde. E poi non accampiamo scuse: oggi la verdura è venduta pressoché già pulita e per metterla nel piatto ci vuole pochissimo tempo anche perché e va sempre cotta in pochissimi minuti per non farle perdere minerali e vitamine».

La programmazione

Ogni quanto, teoricamente, andrebbe fatta la spesa? «Di questi tempi abbiamo imparato a farcela bastare per una settimana e anche più, ma almeno per quanto riguarda le verdura (ma anche per alcuni frutti come le fragole) l’ideale sarebbe non andare oltre i due-tre giorni in modo da non ritrovarsela appassita nel cassetto del frigorifero. Non solo diventa poco invitante ma perdiamo durante la lunga conservazione minerali e vitamine, nutrienti per noi preziosi».

Dieta mediterranea

L’obiettivo quando si fa la spesa dovrebbe essere sempre quello di rispettare la dieta mediterranea? «Sì, ma puntiamo ancora di più sul consumo quotidiano di alimenti di origine vegetale: è questo il tipo di alimentazione capace di potenziare il nostro sistema immunitario che ci protegge dalle infezioni virali. Una motivazione sempre importante ma ancora di più in questo momento».

4 luglio 2020 (modifica il 4 luglio 2020 | 21:41)

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