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Piano Alitalia, vertice di governo a quattro per la newco

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Sarà un pre-consiglio dei ministri. Mercoledì si terrà un vertice a quattro tra i dicasteri coinvolti su Alitalia per trovare la quadra per la nuova società che erediterà la gestione della compagnia ormai nazionalizzata al 100%. Oltre al Mef parteciperanno i responsabili dei Trasporti, del Lavoro e dello Sviluppo, quest’ultimo centrale nell’epoca infinita dell’amministrazione straordinaria perché diretto responsabile della gestione commissariale.

Fonti parlano della necessità di trovare una sintesi di governo per far partire la newco con una dotazione iniziale di soli 20 milioni, propedeutica alla stesura e alla necessaria approvazione del piano industriale da parte della Commissione Ue che dovrà registrare l’aperta discontinuità del vettore con la procedura concorsuale in modo da non confliggere con la normativa sugli aiuti di Stato. Il nodo politico dirimente resta quello degli esuberi e il coinvolgimento del ministero del Lavoro guidato da Nunzia Catalfo è decisivo per la fase di transizione che prevede tra i 2.500 e i 4.000 esuberi tutti da gestire con gli ammortizzatori sociali già ampiamente usati nelle precedenti ristrutturazioni. L’iter di costituzione prevede la contestuale nomina dei vertici, ora in pectore, tramite decreto: cioè l’amministratore delegato Fabio Lazzerini e il presidente Francesco Caio. Entrambi stanno lavorando al progetto di rilancio con gli advisor Deloitte, Oliver Wyman e studio Grimaldi, ma è necessario che si non perda tempo. Devono strutturare presto la squadra di vertice pescando profili interessanti sul mercato.

C’è da pianificare la stagione 2021 e occorre che entro ottobre il quadro degli operativi dei voli sia definito in modo da stringere i contratti con i tour operator e con i lessor per gli aerei a noleggio. Più di qualcuno nota lo stallo che si è creato, dopo mesi di negoziati tra le forze politiche. Certo condiziona molto la crisi Covid-19 che ha azzerato la domanda intercontinentale costringendo inevitabilmente all’azzeramento dell’offerta di Alitalia su questo segmento. Per settembre erano stati annunciati la ripresa del collegamento diretto con Buenos Aires e l’attivazione della rotta tra Roma e Tokyo ma è stato deciso uno slittamento. Il rischio è che se non si accelera Alitalia finirà in coda ai nastri di partenza del trasporto aereo globale uscito distrutto dalla pandemia. Ci sono da rinegoziare tutti i contratti e arrivarci pronti. con una prima linea adeguata, significa non sedersi a trattare con i fornitori, compresi Airbus e Boeing, in una posizione debole.

Nel decreto agostano — tacciato da molti come timido per le risorse destinate alla compagnia — si è scritto che spetterà al Consiglio di amministrazione redigere e approvare un piano industriale «di sviluppo e ampliamento dell’offerta che include strategie strutturali e di prodotto». Con «la costituzione di una o più società controllate o partecipate per la gestione dei singoli rami di attività e per lo sviluppo di sinergie e alleanze con altri soggetti pubblici e privati, nazionali ed esteri». L’handling e la manutenzione potranno essere ceduti in parte o per intero. Per la parte aviation si susseguono voci di contatti con Lufthansa. Significherebbe l’uscita di Alitalia dall’alleanza SkyTeam e l’ingresso in StarAlliance.

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