paypal-sanziona-chi-non-e-allineato:-via-2.500-dollari-a-chi-fa-“disinformazione”

PayPal sanziona chi non è allineato: via 2.500 dollari a chi fa “disinformazione”




Roma, 29 ott —  Se l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli entusiasti della libertà di espressione e ai nemici della censura politicamente corretta, sul fronte di PayPal non sembrano esserci analoghe buone nuove.

Paypal multa chi non è allineato

Secondo quanto riporta La Verità, durante un recente aggiornamento delle condizioni di servizio è emerso che la piattaforma digitale rilancia la sua idea di sanzionare finanziariamente i suoi utenti «rei» di non rispettare i codici di condotta della piattaforma stessa; unico, non banale problema è che le violazioni sono rimesse ad apprezzamenti discrezionali e soggettivi che molto spesso vanno a colpire idee pienamente legittime ma sgradite culturalmente o politicamente alla direzione di PayPal.

Cosa prevede il contratto

Secondo il contratto emerso dall’aggiornamento, gli utenti che saranno ritenuti responsabili di promuovere ‘disinformazione’ riceveranno una sanzione di ben 2.500 dollari per ogni violazione. Come detto, non esiste una univoca e giuridicamente certa definizione di disinformazione, ed anzi il rischio concreto è che dietro questa roboante parola si trinceri semplicemente la censura di opinioni non condivise. L’opinione pubblica non ha preso bene la notizia e su Twitter per molte ore è rimasto in tendenza un hashtag che invocava la chiusura di PayPal, mentre su Google una delle ricerche più effettuate è stata proprio su come cancellarsi dalla piattaforma.

La critiche

Molto severo il giudizio espresso dall’ex Presidente di PayPal, David Markus: «Una società privata ora può decidere di prendere i tuoi soldi se dici qualcosa con cui non sono d’accordo. È follia. È difficile per me giudicare apertamente un’azienda che amavo e a cui ho dato così tanto ma il nuovo Auo (Acceptable Use Policy, il regolamento per l’utilizzo di una rete, ndr) di PayPal va contro tutto ciò in cui credo». Alla dura presa di posizione si è accodato Elon Musk che si è detto d’accordo con Markus. Il vespaio di critiche seguite la discutibile decisione di PayPal ha presentato un duro conto economico alla piattaforma, che in poche ore ha perso ben sei punti percentuali in borsa, facendo rilevare una profonda flessione.

Retromarcia

A questo punto, PayPal è stata costretta a una parziale retromarcia e ha eliminato dalla sua policy il generico riferimento alla «disinformazione», precisando che per tale si sarebbero ritenute non le opinioni ma artifici e dichiarazioni palesemente false. Non soddisfatti, gli utenti hanno continuato a criticare pesantemente e a questo punto PayPal ha dovuto emettere un comunicato nel quale addirittura si parla di un errore in riferimento all’inserimento della disinformazione nella nuova policy. Tutto questo alcune settimane fa.

Tutto come prima

Calato un prevedibile silenzio sulla vicenda e spentasi la eco mediatica, PayPal è tornata esattamente al punto di partenza e ha ripristinato il riferimento alla disinformazione, inserendovi dentro opinioni, come quelle genericamente razziste, che per quanto discutibili rimangono pure e semplici opinioni che PayPal a proprio discrezionale giudizio può sanzionare con ben 2.500 dollari di multa. Anche il meccanismo sanzionatorio appare grave, visto che non esiste una procedura che consenta all’utente di giustificarsi o difendersi; PayPal preleva direttamente la somma dal conto digitale del cittadino.

Cristina Gauri

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.