osimhen:-«senza-mamma-e-con-papa-disoccupato,-da-bambino-vivevo-solo-a-lagos,-vendendo-acqua-per-strada»

Aspettando i suoi primi gol in Italia con la maglia del Napoli, Victor Osimhen ha già mostrato qualche numero interessante. In un’intervista ai canali social del club ha ripercorso le tappe della sua vita. Fin dall’infanzia tra le strade di Lagos, Nigeria, e l’arrivo in Italia per coronare un sogno, giocare in serie A. «Sono nato e cresciuto in un posto chiamato Olusosun. In un ambiente molto umile, è stato molto difficile per me. Mia madre è mancata quando ero piccolo, tre mesi dopo mio padre ha perso il lavoro. È stato un periodo molto difficile per tutta la famiglia». Ma l’attaccante del Napoli ha saputo affrontare ogni tipo di avversità: «Dovevo vendere acqua nelle strade trafficate di Lagos per poter sopravvivere. Io e i miei fratelli. È stato molto difficile, così come il posto da cui sono venuto. È un luogo in cui non c’è speranza, dove nessuno ti dice di credere in te. La mia infanzia è stata dura, a differenza di altri bambini che magari se la godono. Io lottavo per sopravvivere, ero impegnato a guadagnare da vivere. Sono andato via di casa che ero molto giovane. Vivevo in mezzo al traffico di Lagos, a fare lavoretti come tagliare l’erba, fare commissioni per altre persone, prendere acqua per i vicini, al fine di guadagnare qualche soldo per mangiare».

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Spese ridotte
Drogba, l’idolo

In Francia con il Lille nella scorsa stagione Osimhen ha segnato 18 gol in 38 partite. Con un idolo nel cuore, l’ivoriano Didier Drogba: «Lui è stato un esempio per me. Mi sono innamorato del suo modo di giocare e del tipo di persona che è. Da quel momento vedere giocare Drogba ha avuto un impatto importante sul mio futuro, mi ha aiutato molto». Adesso, il Napoli. Il nigeriano è l’acquisto più costoso degli azzurri e il secondo di questa sessione di mercato italiana, dietro allo juventino Arthur: «Per me essere qui è un sogno che diventa realtà. Se qualcuno mi avesse detto tre anni fa che avrei giocato in una delle squadre più importanti al mondo, non ci avrei creduto. Ho trascorso momenti difficili al Wolfsburg, sono stato rifiutato da due squadre belghe e poi sono stato reclutato dallo Charleroi. La mia vita era parecchio stressante all’epoca. Ora credo che nulla sia impossibile». Infine, un sogno: «Vincere il premio per il miglior calciatore africano dell’anno. Devo fare ancora molta strada e sto lavorando per raggiungere questo obiettivo. Penso di essere sulla strada giusta. Non sarà semplice, ma come persona avere una famiglia sarebbe un sogno».

10 ottobre 2020 (modifica il 10 ottobre 2020 | 08:59)

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