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Nuova serie TV italiana racconta la guerra in Siria vista dalla Croce Rossa




Roma, 7 set – Da dodici lunghissimi anni la guerra in Siria insanguina il Vicino Oriente Antico. Da quando scoppiò la “ribellione” di una guerra ad orologeria ben architettata dalle superpotenze arabe e occidentali, il Paese attraversato dall’Eufrate non ha più ritrovato pace. Al centro dei riflettori mondiali finchè il terrorismo internazionale stava avendo la meglio sul governo di Damasco, oggi la Siria sembrerebbe “passata di moda”. Una sorta di prodotto mediatico non più spendibile, dunque, nonostante le incursioni militari turche, i continui bombardamenti israeliani contro le sue città, il petrolio che continua ad essere sottratto illegalmente dagli Usa e un ultima resistenza di Jabat al Nusra nella provincia di Idlib. Forse, però, questa volta l’Italia avrà un ruolo importante nel raccontare al mondo il conflitto siriano e le coraggiose missioni umanitarie succedutesi finora al fianco della popolazione siriana.

Una docu-serie italiana per raccontare la guerra in Siria

“The Lost Beauty – La bellezza perduta: Siria” è questo il titolo della nuova produzione cinematografica presentata al Festival del Cinema di Venezia. Il primo episodio prodotto da RealLife Television, gode di una speciale collaborazione con la Croce Rossa Italiana e con la Mezzaluna Rossa Siriana. Il progetto è legato a una serie di docu-film che racconteranno il conflitto tra i terroristi e l’esercito siriano, direttamente dai territori in guerra. Tra i protagonisti della pellicola presentata oggi al Lido in occasione di Venezia 79, troviamo anche il famoso attore Raoul Bova. Nel docu-film presentato oggi a Venezia, Raoul Bova veste i panni di un volontario e ambassador della CRI. L’attore ci porta a fare un viaggio tra panorami antichi, montuosi e desertici, alternati alle macerie di città distrutte dalla furia del terrorismo internazionale. L’intento della pellicola è quello di far comprendere ciò che i volontari delle organizzazione umanitaria vivono in questi contesti, direttamente sul campo. Coraggiosamente spendendo il proprio tempo e, a volte, la propria vita, per il prossimo.

La presentazione al Festival del Cinema di Venezia

La presentazione veneziana del prodotto cinematografico è affidata alla giornalista Eleonora Daniele e alla Madrina del Festival, Rocio Munoz Morales. Oltre Raoul Bova, principale protagonista della pellicola, hanno partecipato alla presentazione il Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), Francesco Rocca. Sono poi saliti sul palco il Presidente della Mezzaluna Rossa Siriana (SARC), Khaled Hboubati; il produttore, Maurizio Rasio e il regista, Roberto Burchielli. La serie di otto episodi che arriverà presto sul piccolo schermo, si ispira a più famose produzioni come “Welcome to earth” con il famoso premio Oscar Will Smith. Ma si ispira anche a “Zac Efron: down to earth”, pur discostandosi da esse per l’innovazione del contenuto e del suo messaggio. “Non possiamo e non dobbiamo abbandonare luoghi unici della terra e culture millenarie alla devastazione delle guerre, dei disastri naturali, dei cambiamenti climatici”.

La solidarietà dei volontari italiani in Siria durante la guerra

Il famoso attore Raoul Bova sembra essere rimasto particolarmente colpito dalla guerra che ha investito la Siria negli ultimi dodici anni. “Sono felice di aver contribuito a raccontare sofferenze e l’operato straordinario della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in un Paese che vive una crisi gravissima – ha dichiarato Bova alla presentazione – Il mio ruolo di attore mi concede molti privilegi, ma anche il dovere di fare da megafono a chi la voce non ce l’ha”. A raccontare la guerra in Siria direttamente dal campo, però, oltre alla Croce Rossa internazionale sono state ben poche le associazioni italiane che lo hanno fatto sfidando ogni rischio. Tra chi ha continuato ad operare sul territorio siriano in questi 12 lunghi anni di guerra, tra terrorismo, bombe e proiettili, troviamo anche i volontari italiani di Solid Onlus. L’associazione di solidarietà internazionale Sol.Id è infatti impegnata fin dall’inizio del conflitto nelle zone più calde della Siria. La onlus italiana ha continuato a collaborare con il governo di Damasco, portando dall’Italia aiuti alimentari ed economici per bisognosi e vittime di guerra. Molti sono stati anche gli aiuti economici e i doni alle famiglie e ai figli dei soldati siriani caduti in battaglia contro i terroristi dell’Isis o di Jabat al-Nusra. Nonostante vi sia stata ancora in corso la guerra, la onlus solidale ha inoltre riportato i turisti italiani a visitare i magnifici siti archeologici e culturali siriani, tramite il virtuoso progetto denominato “Turismo Solidale“. Infine, non sono certamente mancati gli aiuti sanitari portati in Siria da Sol.Id, culminati con un carico di una decina di ambulanze donate dai volontari italiani agli ospedali siriani.

Adesso però liberiamo la Siria dall’embargo europeo

Mentre ora che la guerra in Siria sembra essere finalmente terminata e l’esercito siriano di Bashar al Assad ha riconquistato oltre il 90% del Paese, liberandolo dall’occupazione terrorista; adesso anche in Italia, produttori cinematografici e archeologi fanno la fila per poterci tornare a lavorare. Rimane però un punto fondamentale ancora da risolvere tra i nostri due paesi culturalmente amici da millenni. La Siria subisce infatti ancora le vergognose sanzioni inflitte dall’Unione Europea, in un embargo occidentale che contribuisce drasticamente alla crisi sociale siriana. Speriamo dunque che, oltre allo sfruttamento delle risorse del territorio in chiave cinematografica o archeologica, vi sia da parte del prossimo governo italiano la sincera volontà di aiutare la Siria, iniziando dal liberarla dalle assurde sanzioni di cui è vittima. Sperando che questa curiosa docu-serie non ci deluda conformandosi alla narrazione geopolitica funzionale alle super-potenze e che, anzi, colga nel segno il nobile obbiettivo di raccontare la tragedia bellica che si è consumata per lungo tempo in quelle antichissime terre, vi auguriamo buona visione.

Andrea Bonazza

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