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Non si lava da 22 anni per protesta: “No alla guerra, alla violenza sulle donne e sugli animali”

Roma, 8 ago – Non si lava da oltre vent’anni, Dharamdev Ram, un 62enne indiano, come riporta Today ma anche vari media internazionali, anche su Twitter. L’uomo sembra essere una sorta di “eroe al contrario” del giorno, della settimana e forse dell’anno

Non si lava da più di vent’anni per protesta

Dharamdev Ram non si lava. L’indiano (e qui potrebbe scattare qualche battuta che qualche folle potrebbe definire quasi razzista) non ne vuole proprio sapere di usare l’acqua. E non ne vuole sapere da 22 anni. Una storia assurda che ovviamente è diventata virale sul web, oltre che diventare nota in tutto il mondo. Ram abita nel villaggio di Baikunthpur. Un villaggio consapevole della sua “non abitudine”. Ma nessuno lo prende in giro. Anzi, lo rispettano. Il festival dell’assurdo prosegue con i motivi per i quali Ram ha deciso di appendere il sapone al chiodo (ok, non sta benissimo nemmeno in gergo, però fa ridere).

I motivi della “protesta”

No alla guerra, alle violenze sugli animali e sulle donne. E fin qui. Ma il punto è che Ram ha fatto l’ultimo bagno quando aveva quarant’anni, poi ha deciso di smettere contro questa pratica violenta, perché era il mondo stesso ad essere troppo cattivo. Perché finché non ci saranno zero conflitti, zero violenze sulle donne e zero violenze sugli animali, lui continuerà a non lavarsi. Come un cavaliere di ventura del doccino, come un coraggioso Don Chisciotte del sapone, lui non arretrerà di un millimetro.

Potrebbe allargare il campo, in fondo. E potrebbe concentrarsi su “zero furti”, “zero truffe”, “zero ingiustizie sociali”, “zero dita nel naso” (no, forse quelle sì), “zero tradimenti”, “zero disonestà”. Che poi, Don Chisciotte Ram, ha sfidato tutto, anche il lavoro. Si era licenziato ma era tornato a impegnarsi per garantire lo stipendio. Ma il suo “voto” era diventato troppo “fastidioso” per i colleghi: nuovo licenziamento, stavolta dall’alto. Perfino dopo la morte della moglie Maya (nel 2003) ha rifiutato la doccia. Siamo confusi. Insomma, il gesto è da applausi, ma ci lascia troppo sbigottiti per poter formulare anche troppe critiche. Osserviamo placidi, come degli asceti in meditazione. Non rifiutando mai l’acqua, sia chiaro.

Alberto Celletti

 

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