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«Nomadland»: non solo Leone d’oro, vince anche il premio «Vivere da sportivi»

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Alla 77esima mostra cinematografica di Venezia alla decisione della giuria presieduta da Cate Blanchett che ha assegnato al film Nomadland diretto Chloé Zhao il Leone d’oro, si è aggiunta anche quella di «Vivere da Sportivi». Il film ha preso anche il premio «Fair Play» per il suo messaggio sui valori dello stile di vita «on the road» della vita di frontiera. Nomadland differisce rispetto al precedente film della regista cinese The Rider, storia di un domatore di cavalli sopravvissuto a un terribile incidente, poiché al centro non c’è più l’esaltazione della virilità ma Fern (Frances McDormand). È una donna avanti con l’età capace di reagire alle avversità in seguito al progressivo spopolamento della città dove viveva, ormai un abbandonato conglomerato urbano, una ghost town dopo che l’azienda mineraria locale ha chiuso. Decide infatti di prendere per casa «mobile» un furgoncino decorato: il Van diventa il simbolo del suo slancio di andare oltre senza bloccarsi nella staticità. In questa chiave va intesa la sua vita da nomade poiché non si sente una homeless, ma una persona dinamica priva di legami in linea con le donne sportive dei tempi nostri.

Vita da camper

Negli States sono in molti non solo a spostarsi ma anche a vivere nei workamper, ed è facile vederli parcheggiati in prossimità di gare podistiche e ciclistiche. Anche in Italia ultimamente è molto utilizzato il camper al seguito di atleti. Anche se Fern non è certo una runner, ne condivide gli stessi comportamenti poiché per vivere da sportivi non necessariamente bisogna fare o praticare uno sport. Nomadland è tratto dal libro omonimo del 2017, un racconto-inchiesta della giornalista Jessica Bruder , anche un manuale per «sopravvivere nell’America del ventunesimo secolo». Al posto delle tante finte gare di sopravvivenza dei reality televisivi, il film mostra qualcosa di vero in stile realistico, un autentico viaggio che parte dalla città di Empire nel Nevada per attraversare gli Stati Uniti occidentali. Anche il Van come mezzo a motore per viaggiare è più insolito rispetto al camper o alla motocicletta, più celebrati al cinema, tanto più se alla guida è una donna. Altrettanto originale è la musica di Ludovico Einaudi, una colonna sonora diversa dal rock che abitualmente accompagna i film on the road. C’è da scommettere che ancora una volta un film presente a Venezia entrerà in gara per l’Oscar, come già accaduto per One Night in Miami il film su Muhammad Alì presentato fuori concorso.

16 settembre 2020 (modifica il 16 settembre 2020 | 17:17)

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