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Dieci anni fa, l’8 luglio 2010, il basket Nba – ma per estensione possiamo dire: lo sport mondiale – viveva un annuncio destinato a passare la storia: quello di LeBron James che lasciava i Cleveland Cavaliers, la squadra della sua terra, l’Ohio, per passare agli ambiziosissimi Miami Heat. In Florida avrebbe costituito un trio delle meraviglie – i famosi Tre Tenori del basket – con Dwyane Wade (già in forza agli Heat) e Chris Bosh (in arrivo dai Toronto Raptors). Non fu solo la scelta del Prescelto a fissare un momento epocale. Fu anche e soprattutto il modo usato da James: ovvero, spettacolarizzando il tutto e facendo sì che l’annuncio fosse divulgato live da Espn nel prime time. Titolo della trasmissione: «The Decision».

Bene, adesso sappiamo che l’idea originaria non fu né di LBJ né dei responsabili dell’emittente televisiva, ma di un tifoso di Columbus, la capitale dell’Ohio. Si chiama Drew Wagner, oggi tifa per i Detroit Pistons e all’epoca aveva semi-mascherato la sua identità qualificandosi solamente come «Drew». C’erano state indiscrezioni su questa storia, ma adesso è tutto confermato. Espn ha rintracciato l’uomo, oggi 38enne, e ha avuto conferma: era stato lui, il 26 novembre del 2009, a mandare una email a Bill Simmons, opinionista del colosso dell’informazione sportiva. Il giornalista pubblicò quel testo sul suo blog: sette mesi dopo quella trovata era diventata un fatto destinato a fare scalpore.

I tifosi di Cleveland bruciano le maglie di James nel 2010
I tifosi di Cleveland bruciano le maglie di James nel 2010

Come molti ricorderanno, James, all’epoca 25 enne, usò la frase «Porterò il mio talento a South Beach» e quell’uscita lo trasformò immediatamente, agli occhi dei tifosi dei Cavs, da idolo a infame. In realtà nella testa di Drew Wagner avrebbe dovuto andare in un altro modo: aveva addirittura in mente uno show dal titolo «La scelta di LeBron». «Mi ero accorto – spiega Wagner – che tutti parlavano di quello che James avrebbe fatto: era abbastanza scontato, infatti, che avrebbe lasciato Cleveland per un’altra squadra. Ho sempre letto con interesse la rubrica di Simmons e mi è sembrato opportuno mandargli quel suggerimento». Il giornalista cambiò il titolo in «Decision 2010, il verdetto di LeBron» e pubblicò. Poi girò a Espn l’idea di portare in televisione il grande passo del cestista, ma non fu onesto perché omise di aggiungere che la cosa gli era stata segnalata. L’emittente alla fine preferì evitare uno show vero e proprio, però il successo della trasmissione fu comunque garantito. Oggi i dirigenti hanno pensato di dare a Cesare quel che è di Cesare, svelando appunto il nome di Drew Wagner.

LeBron dopo «The Decision» passò per un sommo traditore. Essendo nativo di Akron ed essendo stato l’Ohio anche la sua culla cestistica (prima alla St.Vincent-St. Mary High School e poi, dopo il passaggio diretto nella Nba, ai Cleveland Cavaliers), i sostenitori videro nel gesto soprattutto una sorta di «vilipendio» delle radici. Il padrone dei Cavs lanciò l’anatema: «Vinceremo il titolo prima di quel codardo». Pronostico sbagliato: a Miami, James di anelli ne conquistò due (ma perse anche due finali) e Cleveland dovette attendere il suo ritorno per essere finalmente campione. LBJ vestì di nuovo la casacca dei Cavs nella stagione 2014-2015 e l’anno dopo riuscì a interrompere la supremazia dei Golden State Warriors. I conti con la sua terra erano regolati nel migliore dei modi: è anche per questo motivo che James nel 2018 s’è rimesso in marcia, rotta verso Los Angeles e i Lakers. Ma stavolta senza proclami roboanti e, soprattutto, con i tifosi in pace.

8 luglio 2020 (modifica il 8 luglio 2020 | 11:06)

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