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È vero che l’«ossibiterato di sodio» non lascia tracce nell’organismo?

«Sì, è una sostanza che il nostro organismo metabolizza, ovvero elimina dal corpo in genere in 6-8 ore .Con dosaggi elevati al massimo dieci ore» spiega Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell’Istituto Clinico Scientifico Maugeri di Pavia. «Le ragazze vittime di stupro intontite con questa sostanza a volte si presentano in ospedale anche 24-48 ore dopo i fatti. In quel momento non è più possibile trovare tracce significative della droga».

Neppure indagini approfondite come quelle che hanno annunciato di voler svolgere in Germania dove Alexei Navalny è stato trasferito potranno dare risposte?

«No, nessuna indagine specifica potrà rintracciare se c’è stata un’intossicazione da ossibutirrato di sodio dopo tutto questo tempo. Si tratta di una sostanza che si trova presente in modo fisiologico nel nostro organismo a dosi bassissime, per questo si troverà sempre una minuscola traccia, che però è quella fisiologicamente presente: non c’è modo di distinguere la quota fisiologica da quella esterna. È come se andassi a cercare il cloruro di sodio, il sale, dopo che una persona ha mangiato e bevuto, rispetto a quello che è presente già nell’organismo: non è distinguibile»

L’avvelenamento da ossibutirrato à letale?

«I casi letali sono per la verità molto rari. La molecola è un neurodepressore del sistema nervoso. Se assunta ad alte dosi porta al coma. Se il paziente è assistito con ventilazione si può riprendere del tutto senza strascichi o conseguenze sull’organismo. In genere chi si risveglia non ricorda nulla. Se l’intervento non è tempestivo, come può succedere a bordo di un aereo dove non ci sono i mezzi per gestire un’emergenza sanitaria grave, può sopraggiungere la morte per insufficienza respiratorie».

L’effetto della droga è rapido?

«Sì, molto rapido. Entro un quarto d’ora-venti minuti fa effetto. Se è davvero questa la sostanza utilizzata e se corrisponde a realtà che è stata mescolata al té, la bevanda calda deve per forza essere stata somministrata a bordo dell’aereo proprio per la velocità degli effetti sull’organismo».

In un video diffuso nei giorni scorsi si vedono i primi soccorsi a Navalny a bordo dell’aereo. Si sente una persona urlare di dolore. L’ossibutirrato di sodio provoca dolore?

«No, a basse dosi fa addormentare, ad alte dosi può portare al coma, come detto. Ma non provoca alcun dolore. Non sappiamo però se nel video sia davvero il dissidente russo a urlare o se magari ha gridato perché si sentiva addormentare»

Il medico personale di Navalny ha dichiarato di aver sentito dire da una poliziotta che sui vestiti di Aleksej sarebbe stata trovata una sostanza pericolosa anche per chiunque entrasse in contatto con lui. È possibile?

«Una dichiarazione del genere è incompatibile, se fosse vera, con l’ossibutirrato di sodio che non ha una tossicità da contatto. Una sostanza che può contaninare gli altri può essere il polonio 210, o altre del gruppo dei radio-nuclidi, che sono radiattive, ma non mandano al coma. Ci si può contaminare anche toccando o sporcandosi coi liquidi di un paziente contaminato da agenti nervini, ma si tratta di armi chimiche».

Che esami svolgeranno in Germania?

«I tedeschi ora cominceranno a prelevare nel sangue, nelle urine, nei capelli tutte le sostanze possibili facendo uno screening analitico. La clinica orienta perché cercare milioni di sostanze è impossibile quindi è fondamentale sapere che effetti immediati e successivi ci sono su cuore, reni e altri organi per limitare la ricerca ad alcune molecole e non a tutto. Non si può neppure escludere l’avvelenamento da più di una sostanza, combinate insieme. Magari l’ossibutirrato di sodio con tallio o arsenico (che però lasciano tracce nell’organismo) o anche farmaci. Le combinazioni possibili sono milioni».

22 agosto 2020 (modifica il 22 agosto 2020 | 16:49)

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